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Lunedì, 15 Aprile 2024
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Rita Dalla Chiesa, la bolletta su Twitter: "Vergognatevi!"

La conduttrice condivide l'importo sui social e sbotta per il caro-prezzi delle tasse che superano i consumi

Non ci sta Rita Dalla Chiesa, che all'ennesima stangata pubblica la bolletta dell'Enel (Servizio Elettrico Nazionale, ex Enel Servizio Elettrico, ndr) su Twitter e tuona: "Vergognatevi". La conduttrice chiede spiegazioni sui costi "extra" - soprattutto la spesa per il trasporto dell'energia - che addirittura superano il consumo dell'energia e invita a parlarne in tv: "Qualcuno ci salva dall'Enel che per un consumo di 12 euro a bimestre emette bollette per 68,17 euro? Che ci fate nei talk show televisivi?".

A sostenerla tanti follower. "Più tasse che consumi - twitta un utente -. E parliamo anche di acqua e gas, non solo di energia elettrica", un altro invece lamenta lo stesso anche se ha un gestore diverso: "Io non ho Enel ma la minestra è praticamente la stessa". Qualcuno, infine, prova ironicamente a farle vedere il lato positivo: "Sei fortunata, manca la rata del canone Rai in aggiunta"

tweet rita dalla chiesa-2

Riceviamo e pubblichiamo la nota di Servizio Elettrico Nazionale (ex Enel Servizio Elettrico).

Servizio Elettrico Nazionale (ex Enel Servizio Elettrico) precisa che i prezzi dell’energia elettrica includono anche le cosiddette quote fisse, ossia le quote che non dipendono dai consumi e che vengono applicate da tutte le società di vendita in base ai valori fissati dall’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente (ARERA). Tali quote coprono i costi fissi del sistema che vengono ripartiti sui clienti. In particolare, fanno riferimento ai c.d. oneri di sistema (destinati ad esempio all’incentivazione delle fonti rinnovabili, al finanziamento del bonus sociale, ecc.) e agli oneri che gli operatori devono sostenere indipendentemente dal consumo del cliente, quali quelli per la gestione della rete di trasporto, del contatore e delle attività commerciali. Per gli oneri generali di sistema e per i costi del trasporto, a partire dal 2016 è stato stabilito da parte dell’ARERA, nell’ambito di una riforma delle tariffe prevista dalla legge, un riequilibrio del contributo pagato dalle diverse categorie di clienti che ha comportato per le forniture dei clienti domestici non residenti (le cosiddette seconde case) un aumento delle sopramenzionate quote fisse.

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