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Giovedì, 20 Giugno 2024
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Una chat Telegram con contenuti omofobi? Serena Mazzini risponde alle accuse

Ad accusare la social media strategist, famosa per la collaborazione con Selvaggia Lucarelli, sono state alcune attiviste online. In serata la replica

Una chat Telegram composta da 70 persone, in cui sarebbero state scambiate informazioni e immagini private di alcuni personaggi pubblici, commentando i contenuti con parole “omofobe e sessiste”. Sono queste le accuse mosse nelle ultime ore a Serena Mazzini, in arte Serena Doe, social media strategist e co-autrice del podcast di Selvaggia Lucarelli "Il Sottosopra". Accuse a cui Mazzini risponde solo nella serata di oggi dicendo che le sono stati attribuiti fatti "gravi e del tutto decontestualizzati". 

Secondo quanto diffuso da alcuni personaggi noti sui social, Mazzini avrebbe partecipato alla diffusione di immagini e informazioni private di diverse persone, condividendole in una chat Telegram in cui venivano fatti commenti di sessismo, omofobia e bodyshaming. A lanciare per prima le accuse è stata Valeria Fonte, attivista e femminista, che con alcune stories su Instagram ha raccontato di essere venuta a conoscenza di questa chat, di cui anche lei è stata vittima. Alla scrittrice si è accodata anche l’attivista e scrittrice Carlotta Vignali, poi la divulgatrice Flavia Carlini, la ricercatrice Silvia Semenzin e altri.

Serena, personaggio noto per le sue battaglie sul tema di privacy e social, risponde nella serata di oggi con alcune lunghe Instagram Stories. "Confermo l'esistenza di un gruppo Telegram composto da poche persone praticamente tutte amiche "si legge. "Uno spazio di confronto e conforto in cui tra i topic principali c'erano foto dei nostri animai, ricette, spazi dedicati a gli sfoghi personali e relazioni. (...) Uno spazio descritto come transfobico e omofobo: una cosa davvero diffcile da credere dato che almeno 1/3 dei partecipanti fanno parte della comunità LGBT. Far passare un gruppo di amici che si scambiavano ricette del tofu per un gruppo di Incel, mi pare azzardato". 

E ancora: "Parlo per me stessa dicendo che ho usato sicuramente i toni sprezzanti che mi distinguono" prosegue "che ci sono state prese di posizione e commenti anche aspri nei confronti di alcuni post o dichiarazioni ma sempre all'interno di un gruppo privato che non aveva alcun intento diffamatorio (...) Nessun dossieraggio: i materiali che commentavamo erano tutti presi dai social (in modalità pubblica, amici stretti o altro, cosa cambia?). Il gruppo è stato chiuso un mese fa. Un tempismo perfetto far uscire tutto ora..."

"Ammettendo la possibilità di aver sbagliato" conclude "sottolineando di aver chiesto scusa a Valeria in privato le ho specificato che mi stava scrivendo in un momento delicato (...) Ho ribadito che sono stata ironica, sprezzante, graffiante come sempre, di essermi affogata, ma di non aver mai denigrato o bullizzato nessuno". Di seguito le stories complete. 

La risposta di Serena Mazzini 2

La replica di Serena Mazzini

La risposta di Serena Mazzini

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