Martedì, 22 Giugno 2021
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Tutte le celebrità in campo per il V-Day: chi si vaccinerà (e chi no), da Maria De Filippi a Luxuria

I volti pubblici invitano gli italiani alla campagna vaccinale contro il Covid-19

Maria De Filippi, 59 anni

Ad aprire le danze è stata nel pomeriggio di ieri Maria De Filippi, che in un'intervista al settimanale Oggi ha invitato tutti a vaccinarsi. Ma sono tante le celebrità che in queste ore stanno rivolgendo un appello agli italiani affinché si affidino alla scienza. Comincerà domenica prossima, infatti, nel nostro Paese e in altri europei, la campagna vaccinale contro il Covid-19. La giornata è stata soprannominata V-Day e sarà un piccolo anticipo simbolico, con 9.750 dosi, perché poi l’operazione vera e propria partirà più avanti, a gennaio. 

Maria De Filippi: "Vaccinarsi è fondamentale"

"È fondamentale vaccinarsi", dichiara De Filippi, conduttrice, autrice e produttrice, che invita tutti al senso di responsabilità attraverso le pagina del magazine diretto da Umberto Brindani. Ad accordarsi è presto Vladimir Luxuria, attivista LGBT, che tramite Twitter da sapere: "Spero in un futuro in cui saremmo tutti inoculati e questa volta non senza la 'o'". Un cinguettio che ha ricevuto decine di apprezzamenti. 

Iva Zanicchi dopo l'incubo covid: "Poco tempo per testarlo, ma spero funzioni"

Tanti anche i cantanti che hanno voluto far sentire la propria voce, a partire da Iva Zanicchi, che per prima ha vissuto l'incubo del coronavirus, senza gravi conseguenze per lei stessa ma costretta a subire la morte del fratello, anch'esso contagiato. ''Io se posso fare il vaccino in televisione lo faccio per questa ragione. Se posso essere utile lo farei con molto piacere'', dice ad AdnKronos l'Aquila di Ligonchio, che si propone così come testimonial per vaccinarsi in diretta tv.  Secondo Zanicchi, la gente ''ha paura e non si fida di questo vaccino. La gente un po' frastornata: non sa bene cosa fare, troppe volte ci hanno detto delle cose per poi smentirle il giorno dopo''. Il vaccino, però, ''potrebbe essere la salvezza. E' vero che c'è stato un tempo brevissimo per testarlo, ma io penso che funzioni, non saranno così incoscienti da buttarlo sul mercato". 

Il dolore di Iva Zanicchi: “Mio fratello è morto di Covid da solo, non abbiamo più potuto vederlo”

Pronti a vaccinarsi in diretta sono anche Lino Banfi e Renzo Arbore. "Certo che sono favorevole al vaccino contro il Covid. Non solo: lo farei in diretta assieme a mia figlia Rosanna (attrice anch'essa, ndr) e ai miei nipoti, in modo da coinvolgere tutte le generazioni. In generale, sono favorevole ai vaccini: sono trent'anni che io e mia moglie facciamo quello contro l'influenza". Arbore, musicista e autore televisivo, fa eco: "Sono pronto a fare il vaccino personalmente e anche a fare da testimonial in diretta video. E' una cosa importantissima. E' una conquista della scienza. Sto leggendo tutto. Bisogna farlo e bisogna convincere anche i no vax a farlo. Cercherò anche di fare qualche sorpresa su questo tema sul mio canale". 

Al Bano: "Io testimonial? Troppa responsabilità"

Più ampio il ragionamento di Al Bano: "Se gli esperti della sanità dicono che il vaccino è una cosa importante e sicura e che non ha effetti collaterali, bisogna farlo. Non posso dimenticare quando alle prime elementari eravamo tutti in fila per farlo, pronti con il braccio scoperto. Era il vaccino contro la poliomielite. Se serve, quindi, bisogna farlo, ma se è un vaccino esperimento, lo facciamo fare a chi fa gli esperimenti". Il cantante, però, non farebbe da testimonial: "Non sono il personaggio adatto. Mi occupo di musica, di vino e non di medicina e farei ridere i polli (...) Io una responsabilità del genere non sento di prendermela".

Al Bano: "Il vaccino? È importante, facciamolo fare a chi fa esperimenti"

Heather Parisi non si vaccinerà

Chi, invece, ha deciso che non si vaccinerà né sottoporrà i figli al vaccino è Heather Parisi: "A Hong Kong sarà disponibile forse a Gennaio e forse verrà data la possibilità di scegliere quale vaccino - scrive su Instagram - Io sono per la libertà vaccinale (cosìdetto consenso informato) che è un diritto riconosciuto in tutto il mondo dalla Dichiarazione di Helsinki, dalla Dichiarazione dell'Unesco, dalla Dichiarazione di Norimberga; io e la mia famiglia NON faremo il vaccino perchè è fuor di dubbio che si tratta di un vaccino sperimentale di cui non si hanno avuto modo di vedere gli effetti nel breve, nel medio e nel lungo periodo". 

Heather Parisi scrive da Hong Kong: "Vi dico com'è davvero la situazione covid in Cina" 

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