Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Gossip

Ylenia Carrisi, svolta nel giallo: "Uccisa da un camionista"

La primogenita di Al Bano e Romina sarebbe stata uccisa da un camionista al quale aveva chiesto un passaggio durante il suo viaggio on the road: secondo 'il Giorno', è questo il quadro ricostruito dagli inquirenti americani che hanno prelevato un campione di Dna dai familiari della ragazza per avere la conferma

La possibilità di risolvere il giallo su Ylenia Carrisi, la primogenita di Al Bano e Romina, arriva in queste ore dagli Stati Uniti.

La ragazza sarebbe stata uccisa da un camionista al quale aveva chiesto un passaggio durante il suo viaggio on the road quando aveva 24 anni e la svolta, scrive 'il Giorno', è arrivata grazie alle rivelazioni del presunto omicida, Keith Hunter Jesperson, dopo un lungo e attento lavoro di indagini da parte dello sceriffo della contea di Palm Beach. 

La pista è ritenuta dall’Interpol molto attendibile, tanto che, due settimane fa, ha spedito i carabinieri a Cellino San Marco per prelevare i campioni del Dna del cantante e dei suoi figli Yari, Cristel e Romina Junior. A tali reperti si aggiungono quelli della madre, Romina Power, che nei giorni del prelievo dei carabinieri si trovava a New York e ora sono ora nelle mani del Ris di Roma. Dopo l’estrapolazione dei profili, potranno essere messi a confronto con quello delle ossa di una donna rinvenute ad Holt, in Florida, il 15 settembre del 1994, cioè nove mesi dopo la denuncia di scomparsa di Ylenia. 

Nel 1996, Jesperson ha confessato di aver ucciso una ragazza conosciuta in una stazione di servizio di Tampa, in Florida, che si faceva chiamare Suzanne e, zaino in spalla, stava cercando di raggiungere la California o il Nevada. In quel periodo, secondo gli investigatori statunitensi, Ylenia Carrisi frequentava un artista di strada di New Orleans – che fu anche sospettato di omicidio – ma, soprattutto, era solita farsi chiamare proprio con questo nome: Suzanne. Con la confessione del camionista, lo sceriffo di Palm Beach non ha mai smesso di cercare un nome da associare a quelle ossa e con l’ausilio di un perito, avrebbe ricostruito il volto della giovane, e quello riconosciuto dal camionista sarebbe di una somiglianza incredibile con il viso di Ylenia, talmente  incredibile da mettere in moto l’interpol per procedere con il campione genetico a casa Carrisi.

A distanza di più di vent’anni - nel frattempo il tribunale di Brindisi ha dichiarato la morte presunta di Ylenia - ancora oggi non mancano i lati oscuri di questa storia (resta, ad esempio, il dubbio sul perché le spoglie ritrovate ad Holt pochi mesi dopo la scomparsa non siano mai state associate a quella della figlia di Al Bano) che però adesso, grazie ai passi da gigante fatti dalla scienza da quel 31 dicembre del 1993, il giorno dell’ultimo contatto di Ylenia con la famiglia, potrebbero definitivamente chiarirsi. 


 

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Ylenia Carrisi, svolta nel giallo: "Uccisa da un camionista"

Today è in caricamento