Martedì, 19 Ottobre 2021
Ambiente

Blitz di Greenpeace al vertice dei ministri europei: "Cittadini vogliono rinnovabili"

Gli attivisti chiedono entro il 2030 il taglio del 55 per cento delle emissioni di CO2, il 45 per cento di energia da fonti rinnovabili ed il 40 per cento di incremento dell’efficienza energetica

“Le persone vogliono rinnovabili ed efficienza energetica". E' questo il messaggio che Greenpeace ha voluto lanciare ai ministri europei per l’Energia e l’Ambiente riuniti, questa mattina a Milano, per discutere del futuro energetico dell’Europa. Attivisti dell’associazione, provenienti da Germania, Francia, Austria e Italia, hanno aperto un enorme striscione, proprio davanti ai ministri, con il messaggio: “People want renewables and energy efficiency”.

“E' tempo di dare ascolto ai cittadini, non alle lobby delle fonti fossili e alle grandi industrie energetiche che da anni inquinano questo pianeta e scaricano i costi delle loro attività sui cittadini – ha dichiarato Luca Iacoboni, Responsabile Campagna Clima e Energia di Greenpeace Italia. - In Europa e in Italia diversi sondaggi hanno dimostrato che oltre l’80 per cento dei cittadini considera il cambiamento climatico un problema urgente e vuole che si punti su rinnovabili ed efficienza energetica, abbandonando le fonti fossili, in primis carbone e petrolio”.

I 28 ministri UE hanno ricevuto il “messaggio di benvenuto” di Greenpeace appena prima dell’inizio della riunione, l’ultima prevista prima del Consiglio Europeo del 23-24 ottobre in cui ci si attende che i Capi di Stato e di Governo europei prendano una decisione definitiva sugli obiettivi comunitari al 2030 in tema di clima e energia. L’Italia, Presidente di turno dell’UE, gioca un ruolo fondamentale in questa fase in cui verrà deciso il futuro, non solo energetico, dell’Europa.

Greenpeace chiede l’adozione di tre obiettivi vincolanti al 2030: il taglio del 55 per cento delle emissioni di CO2, il 45 per cento  di energia da fonti rinnovabili ed il 40 per cento  di incremento dell’efficienza energetica. "Questa  - secondo l'associazione ambientalista - è l’unica strada per fermare il cambiamento climatico e, contemporaneamente, diminuire la dipendenza energetica dell'Europa da costose importazioni di combustibili fossili".

“Il premier, durante l’assemblea Onu di New York, ha affermato che fermare i cambiamenti climatici è la sfida del nostro tempo. Se pensa di farlo attaccando le rinnovabili e trivellando i mari italiani, come previsto dal decreto Sblocca Italia, sta decisamente sbagliando strategia. E a pagarne le conseguenze saranno, come sempre, i cittadini”, conclude Iacoboni.

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