Lunedì, 26 Luglio 2021
IL RAPPORTO

Italia sempre più rinnovabile, prima al mondo per solare: "Ora regole chiare"

A mappare l’energia verde nelle reti italiane è il rapporto Comuni Rinnovabili 2015. In 10 anni i consumi da energie pulite sono passati dal 15,4 al 38,2% e gli impianti sono presenti in tutti i Comuni. Legambiente: "Liberiamo le rinnovabili da burocrazia"

In Italia, nel 2014, le rinnovabili hanno contribuito a soddisfare il 38,2% dei consumi elettrici complessivi. Il Belpaese oggi è il primo al mondo per incidenza del solare rispetto ai consumi. A impressionare sono da un lato i numeri della produzione da fonti rinnovabili passata in tre anni da 84,8 a 118 TWh, e dall’altro quelli di distribuzione degli impianti da fonti rinnovabili: circa 800mila, tra elettrici e termici, distribuiti nel territorio e nelle città, sempre più spesso integrati con smart grid e sistemi di accumulo o in autoproduzione, che oggi sono la frontiera dell’innovazione energetica nel mondo. Attraverso il contributo di questi impianti, e il calo dei consumi energetici, l’Italia ha ridotto le importazioni dall’estero di fonti fossili, la produzione dagli impianti più inquinanti e dannosi per il clima (nel termoelettrico -34,2% dal 2005) e si è ridotto anche il costo dell’energia elettrica. Negli ultimi dieci anni, le rinnovabili hanno dunque contribuito a cambiare il sistema energetico italiano. Oggi gli impianti sono presenti in tutti gli 8.047 Comuni italiani, con una progressione costante: erano  6.993 nel 2009, 3.190 nel 2007, 356 nel 2005 e con risultati sempre più importanti di copertura dei fabbisogni elettrici e termici locali. 

Ad analizzare la mappatura delle rinnovabili in Italia e la loro crescita costante sul territorio è il rapporto Comuni Rinnovabili 2015 di Legambiente, giunto alla sua decima edizione, realizzato con il contributo del Gruppo Asja e in collaborazione con il GSE, presentato oggi a Roma. All’incontro hanno partecipato Guido Bortoni, presidente Autorità per l’energia, Silvia Velo, sottosegretario all’Ambiente, Nando Pasquali, presidente GSE, Agostino Re Rebaudengo, presidente assoRinnovabili e Asja Ambiente Italia, Edoardo Zanchini, vicepresidente Legambiente, Francesco Ferrante, vicepresidente Kyoto Club, Francesco Sperandini, direttore Direzione operativa GSE. Nel corso della mattina sono stati assegnati il premio Comuni Rinnovabili 2015 a Campo Tures (BZ) e i premi Buona Pratica a Forlì e a Celle San Vito (FG). 

Le 7 proposte di Legambiente per rilanciare gli investimenti

“Questi risultati dimostrano quanto oggi uno scenario energetico incentrato su fonti rinnovabili e efficienza energetica sia già realtà e nell’interesse di un Paese come l’Italia. - ha commentato Edoardo Zanchini, vice presidente di Legambiente -. Ora occorre aprire una seconda fase di questa rivoluzione energetica dal basso che possa cogliere tutte le opportunità legate alla riduzione dei costi delle tecnologie, eliminando tutte le barriere che oggi questi progetti si trovano di fronte”.

I ritmi di crescita nel 2014 sono - spiega Legambiente - molto inferiori rispetto al passato: per il fotovoltaico negli ultimi due anni sono stati installati 1.864MW contro i 13.194 del biennio 2011-2012, nell’eolico sono stati installati 170MW nel 2014 contro una media di 770 degli anni passati, stessi dati per il mini idroelettrico e le altre fonti. Le ragioni di questa situazione sono due, la prima riguarda l’assenza di procedure chiare per l’approvazione dei progetti che blocca gli impianti eolici (per quelli offshore ancora nessun impianto è stato realizzato a fronte di 15 progetti presentati), solari termodinamici, da biomasse, mini idroelettrici, geotermici. La seconda ragione sta nella totale incertezza in cui il settore si trova a seguito di interventi normativi che in questi anni hanno introdotto tagli agli incentivi, barriere e tasse senza al contempo dare alcuna prospettiva chiara per il futuro.

“Gli operatori nazionali ed esteri - ha commentato Agostino Re Rebaudengo, presidente di assoRinnovabili e di Asja Ambiente Italia - chiedono, per continuare a investire nel nostro Paese, regole chiare, certe, stabili nel tempo e che, soprattutto, siano coerenti con un preciso disegno di politica energetica di lungo periodo. All’incertezza si aggiungono, inoltre, gravi e numerosi ritardi nell’emanazione di decreti e regolamenti attuativi che rendono, di fatto, le norme approvate inapplicabili o che, nelle ipotesi peggiori, costringono i destinatari a effettuare scelte economicamente importanti, senza essere in possesso di tutte le informazioni di dettaglio indispensabili.”

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Italia sempre più rinnovabile, prima al mondo per solare: "Ora regole chiare"

Today è in caricamento