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Lunedì, 4 Marzo 2024
Risparmio energetico

L'etichetta energetica continua a mentire: è scorretta quasi in un prodotto su due

A dirlo è il terzo round di “Etichetta furbetta”, l’indagine realizzata da Legambiente in collaborazione con Movimento Difesa del Cittadino. Le conseguenze delle infrazioni: l'aumento dei costi familiari, le reti elettriche sotto stress e il mancato taglio delle emissioni

Quasi un prodotto su due risulta venduto senza etichetta o con l’etichetta scorretta. Su 4.637 prodotti controllati tra negozi fisici (2704) e negozi online (1933) ben il 43% ha un'etichetta che 'mente'. A dirlo è il terzo round di “Etichetta furbetta”, l’indagine realizzata da Legambiente in collaborazione con Movimento Difesa del Cittadino per verificare la corretta applicazione delle etichette energetiche in Italia su frigoriferi, congelatori, cantinette per vino, televisori, lavatrici, lavastoviglie, lampadine, condizionatori, forni elettrici e a gas, asciugatrici, lavasciuga, aspirapolveri e anche cappe aspiranti che da quest'anno hanno la loro etichetta. L'indagine ci dice anche che rispetto al 2014 la situazione è peggiorata: l'etichetta allora era 'furbetta' in un elettrodomestico su tre.

La ricerca si inserisce nel progetto pilota Marketwatch, co-finanziato dalla Commissione Europea nell'ambito del programma Intelligent Energy for Europe. L’obiettivo è  monitorare la corretta applicazione della direttiva sull’etichetta energetica nei negozi online e fisici, ma anche le dichiarazioni dei produttori e la veridicità delle etichette dei prodotti. Legambiente e MdC hanno realizzato 12 visite a punti vendita tradizionali e 12 verifiche a punti vendita online, concentrando la propria attenzione sulle tipologie di punti vendita più critici, quali supermercati e negozi di mobili e complementi di arredamento. Sono proprio questi ultimi quelli con il più altro grado di non conformità (53%). Confermato il dato emerso un anno fa, nel corso del precedente round di etichetta furbetta: le etichette online mentono più di di quelle dei negozi offline registrando una non conformità del 77%. Tra le categorie di prodotto meno virtuose online ritroviamo le cappe aspiranti (89% non conformi), i televisori (75%) e i forni (64%).
 
“Le direttive Ecodesign ed Etichetta Energetica - dichiara Davide Sabbadin, responsabile efficienza energetica di Legambiente - sono di notevole importanza per il clima e particolarmente simboliche alla vigilia della Cop21 di Parigi. Se venissero correttamente applicate, il taglio annuale alle emissioni di CO2 sarebbe di circa 500 milioni di tonnellate, cioè l’1,5% delle emissioni mondiali, pari a quelle del parco auto circolante in Europa. Inoltre, la loro applicazione potrebbe far risparmiare quasi 400 euro a famiglia. Purtroppo, però - prosegue Sabbadin - queste direttive non sempre vengono applicate e i consumatori spesso non sono in condizione di scegliere correttamente i prodotti in vendita: alcuni prodotti sono meno efficienti di quanto dichiarato sull’etichetta, altri sono privi delle indicazioni energetiche che dovrebbero essere fornite al consumatore. I mancati risparmi derivanti da queste infrazioni aumentano inevitabilmente i costi familiari, mettono sotto stress le reti elettriche dei paesi membri e contribuiscono negativamente al cambiamento climatico”.

“Emerge un grave problema - aggiunge Francesco Luongo, vicepresidente del Movimento Difesa del Cittadino - riguardante le vendite on line che sono destinate ad aumentare in maniera esponenziale nei prossimi anni. Gli organi di vigilanza, primi fra tutti il MISE, l'Autorità Antitrust e la Polizia postale devono vigilare e intervenire tempestivamente. Da parte nostra continueremo a monitorare anche attraverso questo progetto le proposte di commercio elettronico”.

“Emerge un grave problema - aggiunge Francesco Luongo, vicepresidente del Movimento Difesa del Cittadino - riguardante le vendite on line che sono destinate ad aumentare in maniera esponenziale nei prossimi anni. Gli organi di vigilanza, primi fra tutti il MISE, l'Autorità Antitrust e la Polizia postale devono vigilare e intervenire tempestivamente. Da parte nostra continueremo a monitorare anche attraverso questo progetto le proposte di commercio elettronico”.
 

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