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Mercoledì, 27 Settembre 2023
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Nel mondo aumentano le isole 100% rinnovabili, ma l'Italia è sempre fuori

Erano 11 nel 2015, ora sono diventate 20. Alcune sfruttano la forza delle onde per produrre l'energia pulita, altre un sistema combinato di impianti idroelettrici ed eolici. Legambiente: "Nelle isole italiane i fabbisogni di energia garantiti da inquinanti centrali a gasolio"

Scozia, Indonesia, Grecia, Portogallo, Spagna, Germania, Danimarca, Inghilterra, Australia, Nuova Zelanda: si allunga la lista dei Paesi con isole in transizione verso uno scenario al 100% rinnovabile, ma l'Italia, nonostante le grandi potenzialità, resta fuori. L'anno scorso erano 11 nel mondo, adesso sono 20. A dirlo è il report di Legambiente isole 100% rinnovabili.

LE ISOLE RINNOVABILI. Kodiak, Hawaii, King, Tokelau, Orkney, Eigg, Muck, Gigha, Jamaica, Graciosa, Capo Verde, Sumba, Tilos, El Hierro, Aruba, Bonaire, Samso, Bornholm, Pellworm e White. Tra queste, l’isola di El Hierro detiene il record mondiale per aver raggiunto per prima l’autosufficienza energetica grazie alle energie rinnovabili. Da giugno 2014, i 10.162 abitanti usufruiscono, per la produzione di energia elettrica, di un sistema combinato di impianti idroelettrici e di impianti eolici. Grandi risultati sono stati raggiunti grazie alla scelta di sistemi di batteria di ampia capacità, come quelli presenti nell’isola di King e nelle Azzorre che permettono di accantonare gli impianti diesel, dimostrando di poter migliorare la stabilità di un sistema elettrico. 

Sono inoltre interessanti e dal grande potenziale nelle aree costiere i nuovi sistemi per il recupero di energia elettrica sfruttando la forza dell'oceano nella sua interezza, sia col moto ondoso, sia con le maree, come quelli presenti nelle isole Orkney dove,  grazie al movimento delle onde del mare, si è reso possibile convertire l’energia cinetica in energia elettrica. 

A Samso il sistema di impianti da fonte rinnovabile ha reso l’isola energeticamente indipendente, mentre l’isola di Pellworm produce tre volte la richiesta elettrica dei suoi 1.200 abitanti grazie ad un sistema energetico costituito da otto pale eoliche, ad una centrale solare e ad impianti di cogenerazione. Per non parlare di un’Isola come Sumba dove ha permesso di dare l’accesso all’energia a centinaia di migliaia di abitanti.

E IN ITALIA? Tutti gli studi dimostrano che da Lampedusa al Giglio, da Marettimo a Ponza, è possibile cambiare completamente scenario energetico puntando sul contributo di sole, vento, maree e delle altre rinnovabili, attraverso una innovativa gestione delle reti e degli impianti che permetta di dare risposta anche alla domanda di mobilità (spingendo quella elettrica e quindi riducendo consumi di benzina e diesel) e di riscaldamento/raffrescamento delle abitazioni. Ma la realtà delle isole italiane è invece molto diversa.

“La beffa – spiega Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente - è che nelle isole minori italiane i fabbisogni di energia elettrica sono garantiti da vecchie e inquinanti centrali a gasolio. E proprio le difficoltà di approvvigionamento determinano un costo più alto dell'energia elettrica prodotta sulle isole rispetto al Continente e, dunque, alle società elettriche è garantito un conguaglio, prelevato dalle bollette di tutte le famiglie italiane, che complessivamente è pari a 70 milioni di euro ogni anno”.

COSA FARE PER LA POLITICA ENERGETICA NOSTRANA. Legambiente non perde occasione per ricordare che bisogna attivarsi per il cambiamento attraverso tre scelte chiare: lo stop a qualsiasi nuova realizzazione o ampliamento di centrali da fonti fossili; l’approvazione immediata del Decreto, fermo al Ministero dello sviluppo economico, che prevede di riconoscere la stessa tariffa di cui beficiano le società che gestiscono l'energia elettrica sulle isole, a chi produce o autoproduce energia da rinnovabili; l’approvazione di un Piano per arrivare al 100% da rinnovabili in ogni isola, coordinato dal Ministero dell'ambiente e che veda il coinvolgimento degli Enti Locali, in modo da capire passaggi e potenzialità e coinvolgere la Soprintendenza a semplificare le procedure di approvazione dei progetti. 
 

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