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Venerdì, 14 Giugno 2024
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L’avventura italiana nel Patto dei Sindaci: primi in Europa

Fortemente voluto dalla Commissione europea, il patto è stato lanciato nel 2009 con l’obiettivo di sostenere gli sforzi compiuti dai singoli enti locali nella loro lotta per la sostenibilità. Il nostro Paese ha il primato sia per numero di adesioni (2,582) che per numero di Piani d’azione per l’energia sostenibile (Paes) presentati

Sono 5.700 gli enti locali europei, con un coinvolgimento totale di quasi 194 milioni di abitanti, e hanno deciso di attuare politiche nel campo dell’energia sostenibile con l’obiettivo di tagliare le emissioni di CO2. Hanno aderito al Patto dei Sindaci (Covenant of Major), fortemente voluto dalla Commissione europea. Il patto è stato lanciato nel 2009 a seguito dell’adozione del Pacchetto europeo su clima ed energia nel 2008. L’obiettivo è quello di sostenere gli sforzi compiuti dai singoli enti locali nella loro lotta per la sostenibilità. Di questo circuito non fanno parte solo le grandi metropoli europee ma anche i piccoli comuni. Se si considera, infatti, che l’80% dei consumi energetici e delle emissioni di Co2 è associato alle attività degli enti locali, si comprende subito il motivo che ha spinto la Commissione europea ad indirizzarsi alle singole città.

Anche l’Italia sta facendo la sua parte. La metà dei firmatari è composta, infatti, da enti locali italiani. Sicuramente un deciso passo in avanti per il nostro Paese che dimostra una sempre più crescente consapevolezza verso queste tematiche così importanti. Dall’ultimo rapporto del Joint Research Centre, sul patto dei sindaci, “the covenant of mayor in figures  5 years assessment” del 2013, il nostro Paese ha il primato di partecipazione a questa iniziativa con 2,582 adesioni (marzo 2013). All’Italia segue la Spagna con 1323 adesioni e la Francia, con 151 Comuni. Non solo, L’Italia è al primo posto anche per numero di Piani d’azione per l’energia sostenibile con ben 1.217 PAES presentati (marzo 2013).

Fare parte del Patto dei Sindaci significa prendersi impegni ben precisi. Tutti i firmatari, infatti, si assumono un impegno volontario ed unilaterale a superare gli obiettivi europei in termini di riduzioni delle emissioni di Co2 che devono essere di oltre il 20% entro il 2020. Come si legge, infatti, nel patto stesso: “ noi, sindaci, ci impegniamo ad andare oltre gli obiettivi fissati per l’UE al 2020, riducendo le emissioni di CO2 nelle rispettive città di oltre il 20% attraverso l’attuazione di un Piano di Azione per l’Energia Sostenibile. Questo impegno e il relativo Piano di Azione saranno ratificati attraverso le proprie procedure amministrative”. Il singolo ente, una volta entrato a far parte di questo circuito deve seguire degli step ben precisi: prima di tutto occorre preparare un inventario di base delle Emissioni (IBE) entro l’anno successivo alla data di adesione. A questo dovrà fare seguito un Piano d’azione per l’energia sostenibile (PAES), debitamente approvato dal comune. Gli enti locali, quando non hanno gli strumenti adatti per attuare questo importante compito sono supportati da province, regioni, reti e raggruppamenti di comuni. Il terzo ed ultimo step prevede, infine, la pubblicazione periodica - ogni 2 anni dall’invio del PAES si legge nel sito del Patto dei Sindaci – dei Rapporti di attuazione indicanti lo stato di attuazione del piano d’azione e i risultati intermedi. Ma il PAES non è l’unica attività richiesta ai firmatari: l’ente locale deve promuovere attività di sensibilizzazione e coinvolgere i cittadini e gli attori interessati; ma anche diffondere il messaggio del Patto dei Sindaci, in particolare offrendo il loro contributo ai principali eventi e workshop tematici.

L’iniziativa del Patto dei Sindaci interagisce enormemente con un ventaglio di progetti, iniziative e istituzioni. Un esempio è con C40, un network di città a livello mondiale che hanno deciso di cooperare per sviluppare politiche mirate alla riduzione delle emissioni di gas serra nell’atmosfera. Nata nel 2005 per opera del sindaco di Londra Ken Livingstone, oggi il network si compone di ben 69 grandi città del globo con all’attivo ben  8,068 azioni per la lotta ai cambiamenti climatici.  

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