Giovedì, 17 Giugno 2021
Ambiente

Rinnovabili, Greenpeace boccia il governo Renzi: “Scelte sbagliate"

Secondo l'associazione il premier "continua a puntare sul petrolio penalizzando settori cruciali come l’efficienza energetica, l’eolico e il solare"

Matteo Renzi bocciato in materia di politiche energetiche. A redigere la pagella è Greenpeace, i cui volontari sono scesi nelle strade di 21 città italiane per “dare i voti” alla strategia del governo. Il giudizio è pessimo: secondo l'associazione ambientalista il governo sarebbe "clamorosamente impreparato di fronte alla sfida climatica e alla rivoluzione energetica in corso" poichè "continua a puntare sulle trivelle e sul petrolio penalizzando settori cruciali come l’efficienza energetica, l’eolico e il solare". 

I volontari dell’organizzazione ambientalista durante lo scorso fine settimana hanno portato nelle piazze una sagoma di cartone che raffigura il premier impegnato a scrivere su una lavagna la sua formula energetica sbagliata: “Più trivelle, più petrolio, meno rinnovabili, meno turismo, più disastri ambientali”. "Renzi ama comunicare con mezzi immediati come slide e lavagne, e noi abbiamo scritto sulla sua lavagna il futuro che ha in mente per il Paese: un’Italia disseminata di trivelle e che ostacola energie pulite e vantaggiose come quelle fornite dal sole e dal vento", dichiara Luca Iacoboni, responsabile della Campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia. "Una strategia energetica legata al passato, da bocciare senza riserve, che dimostra scarsa comprensione del presente e mancanza di visione futura", continua.
 
L’attività dei volontari di Greenpeace si inserisce in un weekend di mobilitazioni organizzate in tutto il mondo in vista della Conferenza sul Clima (COP21), che si terrà a Parigi il prossimo dicembre. "L’appuntamento di Parigi è importante, ma l’Italia ci arriva con idee confuse e zero credibilità. Al di là delle chiacchiere, i fatti mostrano che Renzi e i suoi ministri ci stanno portando verso due sonore bocciature: quella dei mercati e quella della storia. Lottare contro il cambiamento climatico, autorizzando al contempo trivelle in mare e a terra e boicottando rinnovabili ed efficienza energetica, è come voler fermare una macchina spingendo sull’acceleratore», conclude Iacoboni.
 
In vista della COP21 del prossimo dicembre, Greenpeace chiede ai leader mondiali uno sforzo di ambizione e risolutezza per contrastare i cambiamenti climatici: un accordo vincolante che preveda un futuro 100 per cento rinnovabile per tutti entro il 2050, obiettivo assolutamente alla nostra portata, come dimostra anche il report “Energy Revolution 2015”, pubblicato questa settimana da Greenpeace. Al momento manca solo la volontà politica di molti tra coloro che sono chiamati a decidere. Come Renzi e il suo governo.

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