Giovedì, 24 Giugno 2021
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Prezzo del solare giù del 47%, tetti d'Europa pieni di pannelli entro il 2040

A dirlo è il rapporto “2030Market Outlook”, realizzato da Bloomberg New Energy Finance secondo cui le economie in via di sviluppo spenderanno mille miliardi di dollari in piccoli impianti

Entro 25 anni i tetti d'Europa saranno pieni di pannelli solari e ci sarà il sorpasso delle rinnovabili sul carbone. A dirlo è il rapporto “2030Market Outlook”, realizzato da Bloomberg New Energy Finance secondo cui “nei prossimi anni ci saranno ulteriori investimenti per l’installazione di energia eolica e solare anche senza sovvenzioni". I prezzi di queste tecnologie, che sono già scesi, andranno ancora più giù: "l'ulteriore diminuzione del costo della tecnologia fotovoltaica guiderà un aumento 3.700 miliardi dollari in investimenti nel solare, sia su larga scala che su piccola scala".

Ciò sarà reso possibile da un crollo del 47% del costo dei progetti solari per megawatt. Jenny Chase, analista capo solare a Bloomberg New Energy Finance, ha dichiarato: "Fino ad ora, su piccola scala l'investimento solare è stato dominato dai paesi ricchi come la Germania, gli Stati Uniti e il Giappone. Entro il 2040, le economie in via di sviluppo spenderanno mille miliardi di dollari su piccoli impianti fotovoltaici". Il boom solare su piccola scala porterà una crescita della produzione di energia pulita da 104GW nel 2014 a quasi 1.8TW nel 2040, un aumento di 17 volte. 

L'uso di tecnologie ad alta efficienza energetica in settori quali l'illuminazione e la climatizzazione, inoltre, contribuirà a limitare la crescita della domanda globale di energia a 1,8% l'anno, in calo dal 3% annuo nel 1990-2012; nei paesi dell'OCSE, la richiesta di potenza sarà inferiore nel 2040 rispetto al 2014.

"Ci aspettiamo che l'Europa investa quasi mille miliardi di dollari per aumentare la sua capacità da fonti rinnovabili entro il 2030, calcolando un investimento di 339 miliardi di dollari sul fotovoltaico e di 250 miliardi sull’eolico onshore”, ha dichiarato Seb Henbest, responsabile EMEA di Bloomberg New Energy Finance. 

Entro il 2030 quasi il 20% della produzione di energia elettrica in Europa sarà da impianti eolici onshore, rispetto al 6% del 2013, mentre con il 61% dell’eolico off-shore installato a livello mondiale, l’Europa rimarrà il fulcro del settore, continuando ad essere l’unica tecnologia rinnovabile a rimanere sovvenzionata, almeno fino al 2020.

"Tra oggi e il 2040, due terzi dei soldi spesi per l'aggiunta di nuove capacità di produzione elettrica in tutto il mondo saranno spesi per le energie rinnovabili, secondo Bnef. La tabella che segue prevede la quota di energia elettrica da fonti rinnovabili in alcuni paesi entro il 2040. Lo scorso anno, i prezzi delle azioni globali per le imprese del carbone sono stati in calo di quasi il 50 per cento, ma è nel mercato delle obbligazioni che il carbone è davvero sempre martellato. Il focus di energia finanza si è spostato dal carbone alle energie rinnovabili e non è probabile che tornarà indietro".

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