Giovedì, 16 Settembre 2021
energia

L'illuminazione pubblica si spreca, come risparmiare fino a 400 milioni

Grazie al sistema Public energy living lab di Enea si possono monitorare i consumi degli 11mila punti luce pubblici a livello nazionale e programmare gli interventi di efficientamento. Ecco come funziona

Si potrebbero risparmiare fino a 400 milioni di euro rendendo efficiente l'uso dell'illuminazione pubblica. A dirlo è l'Enea che ha creato il sistema Public energy living lab (Pell), in grado di monitorare e rendere trasparenti i consumi nell'illuminazione pubblica e di programmare interventi di efficientamento che, applicati agli 11mila punti luce pubblici a livello nazionale, taglierebbero gli sprechi. Il sistema intelligente è già in fase di sperimentazione in venti comuni italiani.

"Il nostro obiettivo è di rendere disponibile un sistema di rilevamento dati puntuale, standardizzato e strategico per conoscere lo stato degli impianti e valutare piani di riqualificazione che garantiscono minori consumi, risparmi in bolletta, sicurezza per i cittadini, qualità del servizio e valorizzazione della città e del suo patrimonio", spiega Nicoletta Gozo dell'Enea, coordinatrice del progetto.

"La spending review ha identificato l'illuminazione pubblica quale settore centrale per la realizzazione di interventi di razionalizzazione della spesa, infatti gli interventi di efficienza in tale settore garantiscono ampi margini di risparmio a fronte di ridotti tempi di ritorno per gli investimenti" - sottolinea Marco Gasparri, direttore Area Sourcing, Servizi e Utility di Consip.

Come funziona Pell. Si tratta di una sorta di piattaforma digitale per raccolta dati, rilevazioni, diagnostica dei consumi energetici, analisi delle prestazioni degli impianti; grazie al costante monitoraggio e alla valutazione delle prestazioni, consente di innovare profondamente le modalità di gestione dell'illuminazione pubblica, un settore che consuma 5,9 TWh all'anno con una spesa di circa 1 miliardo di euro. La riqualificazione del sistema di illuminazione pubblica nazionale, attraverso interventi di efficienza aventi come oggetto la sostituzione delle tecnologie illuminanti e le modalità di gestione degli impianti (ad. es. telecontrollo) permetterebbe di abbattere di oltre un terzo i consumi di energia; circa un milione le tonnellate in meno di emissioni di CO2. Alla base del funzionamento della piattaforma c'è una scheda censimento con i dati 'anagrafici' di ogni punto luce da compilarsi a cura dei gestori del servizio elettrico. L'infrastruttura informatica poi si avvale di smart meter, sensori 'intelligenti' installati sui quadri elettrici degli impianti per il monitoraggio dei consumi energetici, e di sistemi di trasmissione dati alla piattaforma cloud per l'analisi e l'elaborazione delle informazioni.

"Il Pell risponde ad una logica di rivoluzione profonda delle infrastrutture pubbliche che mira a trasformarle in reti intelligenti attraverso la digitalizzazione delle informazioni, il monitoraggio continuo e l'elaborazione in tempo reale di consumi e prestazioni", conclude Mauro Annunziato, responsabile Divisione Smart Energy del Dipartimento Tecnologie Energetiche di Enea.

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