Sabato, 19 Giugno 2021
RICICLO

Al via “Nativi ambientali”: differenziare è semplice come fare il girotondo

Testimonial della campagna, promossa dal ministero in collaborazione con il Conai-Consorzi di Filiera, Maria Grazia Cucinotta. Galletti ai bambini: "Dovete essere le sentinelle dell'ambiente"

Foto di Federico Leone

"La differenziata dà una mano al mondo". E' questo il messaggio che il ministero dell'Ambiente vuole lanciare attraverso la campagna "Nativi ambientali", presentata questa mattina all'Expo. Nello spot, un gruppo di bambini fanno il girotondo cantando “salva il mondo, salva la terra”. Tra loro c'è la madrina Maria Grazia Cucinotta, testimonial dell'iniziativa, promossa in collaborazione con il Conai-Consorzi di Filiera. L'obiettivo è stimolare una corretta separazione dei rifiuti e dare una nuova vita ad acciaio, alluminio, carta, legno, plastica e vetro.

Contagioso l’entusiasmo dei piccoli presenti all’Esposizione Universale, tutti di età compresa tra i 4 e i 10 anni, che con indosso una maglietta con su scritto ‘giro girotondo’, si sono passati di mano in mano, quasi per gioco, i rifiuti mostrando agli adulti in platea come la raccolta differenziata e il riciclo possano essere operazioni semplici, gesti naturali, in grado però di regalarci un futuro migliore, più leggero, senza il peso dei rifiuti.

“Siete voi il futuro di questo Paese”, ha affermato, rivolgendosi ai piccoli protagonisti, il ministro Gian Luca Galletti, presente all’evento. “Dovete essere voi – ha aggiunto – le vere sentinelle dell’ambiente, pronte ad educare i più grandi ai giusti comportamenti e a dirci dove sbagliamo”. “Avete il diritto di ereditare un mondo migliore – ha aggiunto il ministro parlando ai bambini - ma anche il dovere di prendervene cura, a partire dal vostro giardino, dalla vostra casa”. “Rispettare l’ambiente – ha aggiunto Galletti - significa non sprecare risorse naturali, non sperperare l’energia. L’amore e il rispetto per l’ambiente devono diventare uno stile di vita, un atteggiamento da apprendere sin da piccoli, tanto velocemente quanto impara oggi un bambino a utilizzare il tablet e il computer”.

La sfida culturale è quindi questa: i ‘nativi digitali’ dovranno essere anche ‘nativi ambientali’, per portare il Paese verso un futuro di sviluppo sostenibile.

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