Mercoledì, 23 Giugno 2021
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Comuni ricicloni: il Nord non brilla più, continua l'avanzata del Centro-Sud

Sono 1520, 192 in più rispetto al 2014, e chiedono un'Italia libera dai rifiuti. Ecco la ricetta, in dieci punti, promossa da Legambiente per ottenere lo scopo

Sono 1520 i Comuni ricicloni italiani, ovvero quelli in cui almeno il 65% di rifiuti vengono differenziati. Si tratta del 16% dei comuni italiani, quasi 10 milioni di abitanti. Sono 192 in più rispetto al 2014 e sono distribuiti in gran parte nel Nord-Est del Paese (Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige sono le regioni con la più alta concentrazione di Comuni Ricicloni). Cresce, e anche abbastanza, il Centro Sud: i comuni virtuosi sono passati dal 18 al 25% del totale nazionale. Fanno bene in particolare le Marche e la Campania: "Segno evidente che cambiare e innovare, anche in pochi mesi, è possibile e vantaggioso, anche introducendo premi e penalità, come l'ecotassa per i rifiuti avviati a discarica e sgravi tariffari a chi ricicla di più. Due delle misure che chiediamo di generalizzare a tutta Italia nel manifesto Italia rifiuti free", ha affermato Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, nel corso della consegna dei premi, avvenuta oggi a Roma.

Vincitori 2015. Abruzzo: Cepagatti (Pe) e Pratola Peligna (Aq); Basilicata: Montemilone (Pz); Calabria: Crotone e Pietrafitta (Cs); Campania: Montesarchio (Bn) e Moio della Civitella (Sa); Emilia-Romagna: Monte San Pietro (Bo) e Voghiera (Fe); Friuli Venezia Giulia: Fiume Veneto (Pn) e Verzegnis (Ud); Lazio: Alatri (Fr) e Catelliri (Fr); Liguria: Seborga    (Im); Lombardia: Albino (Bg) e San Giovanni del Dosso (Mn); Marche: Mondolfo (Pu) e Serra dei Conti (An); Molise: Cercepiccola (Cb); Piemonte: Carmagnola (To) e Vinchio (At); Puglia: Rutigliano (Ba) e Troia ( Fg); sardegna: Teralba (Or) e Tergu (Ss); Sicilia: Alcamo (Tp) e San Michele Ganzaria (Ct); Toscana: Certaldo (Fi) e Lamporecchio (Pt); Trentino-Alto Adige: Levico Terme (Tn) e Fornace (Tn); Umbria: Marsciano (Pg) e Bettona (Pg); Veneto: Ponzano Veneto (Tv) e Ponte nelle Alpi (Bl).

"In 3 anni l'Italia può essere libera dai rifiuti. Serve la volontà politica e la responsabilizzazione cittadini", ha continuato il presidente dell'associazione. In Italia ci sono già 356 comuni ‘Rifiuti free’ – ha spiegato – rappresentano l'eccellenza nell'eccellenza. Sono quei Comuni che oltre a essere ricicloni,  nel corso del 2014 hanno prodotto meno di 75 chilogrammi a testa di rifiuto secco indifferenziato. Si tratta di piccoli comune, con l'eccezione di Empoli (Fi), che conta 48mila abitanti.

Ecco la ricetta in dieci punti per un'Italia libera dai rifiuti:
1) Chi smaltisce in discarica deve pagare di più a vantaggio di chi ci va sempre meno
2) Utilizzare i proventi dell’ecotassa per le politiche di prevenzione, riuso e riciclo
3) Premiare le popolazioni e i comuni virtuosi: non posticipare gli obiettivi sulla raccolta differenziata
4) Eliminare gli incentivi per il recupero energetico dai rifiuti
5) Incentivare il riciclaggio perché diventi più conveniente del recupero energetico
6) Completare la rete impiantistica per il riciclaggio e il riuso dei rifiuti
7) “Chi inquina paga”: lotta allo spreco e prevenzione della produzione di rifiuti
8) Approvare una legge sul dibattito pubblico per agevolare la realizzazione di impianti di riciclaggio e riuso
9) Una nuova legge per migliorare il sistema dei controlli ambientali
10) Stop a qualsiasi commissariamento per l'emergenza rifiuti

L'appello:

Egregio Presidente del Consiglio, Egregio Ministro dell'Ambiente, in Italia, l'esperienza avanzata e virtuosa di 1.500 Comuni Ricicloni e di filiere di riciclo e riuso internazionalmente riconosciuti, coesiste con una gestione dei rifiuti urbani novecentesca, troppo legata all’uso della discarica, agli smaltimenti indifferenziati, all'inadeguatezza delle politiche di prevenzione, di trattamento e riciclo, alla mancata separazione dei rifiuti speciali o pericolosi, una gestione troppo spesso permeabile alla corruzione, alle infiltrazioni delle ecomafie e della criminalità ambientale. Oggi l’Italia è in grado di lasciarsi alle spalle le croniche emergenze e i conseguenti disastri ambientali. Sono infatti sempre più numerose le esperienze di gestione sostenibile dei rifiuti fondate su raccolte differenziate porta a porta, riciclaggio, sistemi di tariffazione puntuale, riuso e politiche locali di prevenzione. Si sono create nuove opportunità ambientali, economiche, sociali e l’innovazione impiantistica della valorizzazione dell’organico, degli ecodistretti e delle cosiddette fabbriche dei materiali rende possibile la massimizzazione del riciclaggio, anche delle frazioni fino ad oggi avviate a incenerimento e smaltimento. Grazie all’innovazione gestionale e impiantistica oggi è quindi possibile uscire dall’era degli impianti di smaltimento.

La classifica:

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