Mercoledì, 27 Ottobre 2021
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Comuni ricicloni 2016, aumentano i municipi 'liberi' dai rifiuti

Sono 525 le realtà che superano il 65% di raccolta differenziata e producono meno di 75 chilogrammi annui per abitante di rifiuto secco indifferenziato

Aumentano i Comuni 'Rifiuti free' in Italia: sono 525 le realtà che superano il 65% di raccolta differenziata e producono meno di 75 chilogrammi annui per abitante di rifiuto secco indifferenziato; lo scorso anno erano 356. Diverse le ricette adottate dalle amministrazioni virtuose, ma ci sono alcuni elementi in comune: la responsabilizzazione dei cittadini attraverso una raccolta domiciliare, una comunicazione efficace e con politiche anche tariffarie che premiano il cittadino virtuoso. È quanto emerge dal rapporto Comuni ricicloni 2016 di Legambiente presentato oggi a Roma, nell’ambito della tre giorni del Forum Rifiuti realizzato con Editoriale La Nuova Ecologia e Kyoto Club e in partenariato con il Coou. 

A livello geografico, il Nord rimane al top con 413 comuni. Seguono il Sud con 87 municipi e il Centro con 25. Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige e Campania le regioni che superano la media nazionale del 7%.  “Ora la vera scommessa - afferma Legambiente - è far diventare tutta l’Italia, nei prossimi 3 anni, 'Rifiuti free'". Come? Secondo l'associazione ambientalista sarebbero fondamentali "l’obbligo di tariffazione puntuale, lo stop ai nuovi inceneritori, l’aumento dei costi di discarica e la costruzione di nuovi impianti di riciclo”.

STORIE DI SUCCESSO. L’Emilia Romagna con il sistema di penalità e premialità della nuova legge regionale, la città di Parma in prima linea nella tariffazione puntuale incentivando i cittadini a un comportamento virtuoso e rispettoso dell’ambiente, introducendo una riduzione del costo della bolletta come Treviso e l’esperienza della raccolta porta a porta avviata a Catanzaro. Il Comune calabrese, che partiva dal 10% di raccolta differenziata nel 2015, a maggio di quest’anno ha raggiunto una media di raccolta differenziata pari all’80% nelle prime due aree servite, elevando la percentuale complessiva della raccolta cittadina al 32%. Indietreggia, invece, il Piemonte che quest’anno conta solo 8 comuni 'Rifiuti free'.

“I risultati emersi in questa nuova edizione del nostro dossier - dichiara Rossella Muroni, presidente nazionale di Legambiente - sono assolutamente incoraggianti. Quella dei Comuni ricicloni e soprattutto dei quelli Rifiuti free è una rivoluzione e una riforma anti-spreco che fa bene al Paese, perché dimostra che l’economia circolare è già in parte in atto e che un’Italia libera dai rifiuti è un sogno realizzabile. Abbiamo comuni virtuosi nella raccolta differenziata ed eccellenze che hanno quasi annullato la necessità di smaltimento di quasi tutti i rifiuti normalmente prodotti". Ecco cosa occorre, secondo l'associazione, per far diventare il sogno realtà:

1) utilizzare i proventi dell’ecotassa per politiche di prevenzione, riuso e riciclo; 2) premiare i comuni virtuosi e le popolazioni con sistema di tariffazione;
3) eliminare gli incentivi per il recupero energetico dai rifiuti;
4) completare la rete impiantistica italiana per il riciclaggio e il riuso dei rifiuti con gli impianti anaerobici e aerobici per trattare l’organico, quelli di riciclo di tutte le filiere e frazioni nelle regioni ancora sprovviste, i siti produttivi per la preparazione per il riutilizzo e tutte le innovazioni tecnologiche che sono in grado di recuperare materia dai rifiuti considerati fino a ieri irriciclabili, come ad esempio i pannolini usa e getta;
5) “Chi inquina paga”: lotta allo spreco e prevenzione della produzione di rifiuti;
6) stop a qualsiasi commissariamento per l’emergenza rifiuti. 

"Sono tutti obiettivi che si possono raggiungere come dimostrano le numerose esperienze censite nel rapporto", conclude l'associazione.

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