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Martedì, 4 Ottobre 2022
Il summit

Cop21, la firma dell'accordo sul clima slitta a sabato: "Cari amici ci arriveremo"

A parlare il presidente del summit Fabius. Intanto, in vista della presentazione del testo finale, prevista inizialmente per oggi, i sindacati accendono i riflettori sui lavoratori dei settori che dovranno essere dismessi, affinchè non siano loro a pagare la transizione verso un modello di sviluppo sostenibile e l'Italia si impegna a stanziare 8 milioni al fondo per l’Energia Sostenibile per l'Africa

Slitta a sabato la presentazione del testo dell'accordo finale con il quale i Paesi che stanno partecipando alla Conferenza sul clima a Parigi, si impegneranno a salvare il pianeta Terra dal surriscalmento. Lo ha detto Fabius, presidente del vertice francese nonchè ministro, parlando a BFM TV. Ieri sera intanto è stata presentata la nuova bozza dell'accordo con la quale i paesi partecipanti al summit si impegnano a 'mantenere l'aumento medio della temperatura globale ben al di sotto al di sotto dei 2 gradi'. Bozza che dunque fa sperare che tutto andrà per il verso giusto, nonostante i nodi che rimangono da sciogliere: la differenziazione delle responsabilità e il finanziamento ai paesi in via di sviluppo, in cima alla lista. Fiducioso anche Fabius che su Twitter scrive: ""Penso cari amici che ci arriveremo".

Nell'attesa di conoscere il testo, i movimenti sindacali si sono mossi per far sentire la loro voce e chiedere che alla Cop21, si arrivi a un accordo ambizioso. "Non c'è lavoro su un pianeta morto", questo slogan che hanno scelto per lanciare il loro appello. "La preoccupazione del sindacato è concentrata innanzitutto sugli aspetti che riguardano la cosiddetta 'ambizione' dell'accordo - spiega ad Askanews Simona Fabiani, responsabile Ambiente e Territorio della Cgil, che ha seguito in questi giorni i lavori della Conferenza". Serve un nuovo modello di sviluppo  "sostenibile tanto da un punto di vista ambientale e climatico che sociale", spiega Fabiani. Per far sì che non siano i lavoratori a pagare la transizione, "chiediamo che venga inserito nel testo dell'accordo, insieme al riconoscimento dei diritti umani, all'equità intergenerazionale, alla tutela dei popoli indigeni, anche la giusta transizione per i lavoratori e un lavoro dignitoso". E' necessario quindi, conclude la sindacalista "accompagnare quei lavoratori occupati attualmente nei settori che dovranno essere necessariamente dismessi, affinchè possano avere una riqualificazione professionale ed essere riutilizzati nei nuovi settori sostenibili".

L'italia e gli impegni presi per l'Africa. Il nostro Paese ha destinato 8 milioni al fondo per l’Energia Sostenibile per l'Africa (SEFA) gestito dalla AfDB. L’impegno dell’Italia aumenta il valore del fondo da 87 a quasi 95 milioni di dollari e consente di rafforzare l’assistenza alle nazioni africane per sbloccare gli investimenti privati nel settore dell'energia pulita. “L’Italia – osserva il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti – si conferma Nazione in prima linea nel contrasto al cambiamento climatico e schierata al fianco dei Paesi in via di sviluppo per sostenerli verso una crescita sostenibile ed inclusiva”. Il nostro Paese si unisce così ai governi di Danimarca, Regno Unito e Stati Uniti, in particolare sostenendo lo sviluppo di progetti di energia rinnovabile e il “New Deal” del Presidente Akinwumi Adesina di AfDB per elettrificare tutta l’Africa nei prossimi 10 anni e risolvere il deficit energetico del Continente entro il 2025. Firmato anche un protocollo d’intesa tra il ministero dell'Ambiente e la Fondazione E4Impact, presieduta da Letizia Moratti per promuovere la sostenibilità ambientale e la formazione di imprenditori ‘green’ per lo sviluppo nei Paesi Africani. 
 

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