Sabato, 8 Maggio 2021

Finucci reinventa il Garbage Patch State: ecco "Help, l’Età della plastica"

L'opera, della celebre artista italiana, sarà esposta a Mozia dal 24 settembre. L'obiettivo del progetto è dare un’immagine all'inquinamento, affinchè si cominci a fare i conti con la minaccia che rappresenta

Cinque milioni di tappi usati di plastica colorata, decine di gabbioni metallici e un importante grido di denuncia immerso nelle millenarie rovine fenice dell'Isola di Mozia, in provincia di Trapani, in Sicilia. A lanciarlo è Maria Cristina Finucci attraverso la sua opera monumentale "Help, l’Età della plastica". L'istallazione, situata nell’area archeologica, crea un immediato cortocircuito visivo e concettuale tra i resti dell'età fenicia e quelli, più diffusi e inquinanti, della società contemporanea. Sarà visitabile dal 24 settembre all'8 gennaio 2017.

L'opera è alta fino a 4 metri e si estende per circa 1.500 metri quadrati. Rientra nell’ambito del progetto Wasteland – The Garbage Patch State diretto da Paola Pardini, che si è sviluppato a partire dal 2013 con il coinvolgimento di organismi internazionali, aziende, fondazioni, associazioni, università. Tra queste la Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo, in collaborazione con la Fondazione Whitaker. In particolare, l’Università Roma Tre e l’Università degli Studi di Palermo si sono impegnate attivamente nella promozione dell’evento di Mozia, creando una catena umana di sensibilizzazione per la raccolta dei materiali plastici su vasta scala.

IL MESSAGGIO. Il linguaggio espressivo e radicale dell’arte viene utilizzato dall'artista per sensibilizzare i rappresentanti della società civile sul tema delle Garbage Patch, le enormi isole di plastica che galleggiano negli oceani di tutto il globo. L’agenzia ambientale governativa americana NOAA ha calcolato che queste isole, formate da spazzatura e composte al 90% da materiali plastici, possano arrivare ad occupare una superficie totale pari a circa 16 milioni di chilometri quadrati. Per questo l’11 aprile del 2013 a Parigi, nella sede dell’Unesco, l’artista ha simbolicamente ufficializzato il Garbage Patch State come una vera e propria Nazione, dotata di una bandiera, una costituzione, delle leggi e delle ambasciate. Questo è infatti l’obiettivo finale del progetto e la novità dell’intervento creativo dell’artista: dare un’immagine a un fenomeno sfuggente – la plastica corrosa dal mare e disgregata nell’acqua a cui si aggiunge il pulviscolo della microplastica – attraverso la creazione di un’immagine concreta del Garbage Patch nelle installazioni come nella pubblica opinione (utilizzando materia, spazio, tempo per tracciare indizi dell’esistenza dello “stato” che non visualizziamo). Soltanto in questa maniera, infatti, si potrà cominciare a fare davvero i conti con la minaccia che questo fenomeno rappresenta.

Le installazioni dedicate a questa attualissima emergenza. Sono state realizzate in varie città del mondo: a Parigi nel padiglione centrale dell’Unesco (2013) e alla Conferenza Mondiale sul Clima (2015); a Venezia in occasione della Biennale Arte (2013 e 2014); a Madrid (2014); a Roma presso il Maxxi (2014); a New York all’interno della sede dell’Onu (2014); a Milano (Esposizione Universale 2015).

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