Venerdì, 24 Settembre 2021
L'INDAGINE

L'ambiente interessa: il 60% degli italiani ha una coscienza ecologica

Ben il 71% del campione, intervistato da Audiconsum e Ecodom, sostiene che le responsabilità maggiori siano da attribuire alle istituzioni e chiede di intervenire sui consumi energetici, lo spreco di acqua e l'inquinamento. Negativo il giudizio sulla differenziata

Gli italiani hanno le idee abbastanza chiare sulle tematiche ambientali, s'interessano dell'argomento e si sentono responsabili dello stato di salute, non ottimo, in cui versa il pianeta. E' questo il quadro emerso dall'indagine e on-line “Conosciamo l’Ambiente” condotta, su un campione di circa 2.500 consumatori da Adiconsum, ed Ecodom, il principale consorzio italiano per il recupero e riciclaggio degli elettrodomestici.

Il 71% dei consumatori, infatti, ha dichiarato di informarsi sul tema attravero i mass media, il 14% fa parte di un’associazione che si occupa di ambiente e circa il 13% partecipa periodicamente a seminari o convegni. Il 60% degli intervistati, inoltre, si sente in prima persona “molto responsabile” della salvaguardia dell’ambiente in cui vive, dimostrando una coscienza ecologica particolarmente sviluppata e critica; ma ben il 71% del campione sostiene che le responsabilità maggiori siano da attribuire alle istituzioni. I consumi energetici sono al 1° posto tra i fattori critici su cui agire per migliorare la qualità dell’ambiente (85%). Seguono, a pari merito, con il 75% delle risposte, l’inquinamento dell’acqua, la presenza degli elettrodi/antenne, lo spreco di acqua, l’inquinamento del suolo e del sottosuolo. Solo il 4% del campione ritiene ottima la qualità dell’ambiente in cui vive; per il 9% è buona, per il 16% sufficiente, scarsa per il 31% e discreta per il 40%.

 “La conoscenza è il primo passo verso la consapevolezza. Avere ben chiaro che il futuro dell’ambiente in cui viviamo è nelle nostre mani è un ottimo punto di partenza – sostiene Giorgio Arienti, direttore Generale di Ecodom. - La conoscenza, però, è solo uno dei due elementi che servono per decidere. L’altro elemento è la volontà. La volontà di ciascuno di noi, che con i propri comportamenti può giocare un ruolo decisivo nel trasformare un ‘rifiuto’ in una ‘risorsa’ per il Paese; ma anche – forse, soprattutto – la volontà delle istituzioni, cui spetta il compito sia di informare che di mettere a disposizione dei cittadini norme più semplici e servizi ambientali adeguati”.
 
“Questa indagine – continua Pietro Giordano, Presidente nazionale di Adiconsum - rappresenta un punto di arrivo ed al contempo di ripartenza di un percorso più ampio che stiamo portando avanti per promuovere un modello di mercato non più sterile e incentrato solo sul profitto, ma proiettato verso la sostenibilità. Una sostenibilità che, a nostro avviso, deve essere coniugata su più fronti: economico, sociale, ed infine, ma non ultimo, ambientale, che non possono prescindere l’uno dall’altro. La sostenibilità ambientale ha delle potenzialità enormi per lo sviluppo del Paese. All’informazione e alla consapevolezza dell’importanza dello smaltimento va accompagnata l’informazione e la consapevolezza dell’importanza del recupero e del riciclo.”
 
I Raee, questi (s)Conosciuti. Il 70% del campione è in grado di dare una definizione corretta di Raee e il 90% degli intervistati dichiara di sapere che è obbligatorio fare la raccolta differenziata anche per questo tipo di rifiuti, ma poco diffusa è la corretta informazione sul livello di inquinamento prodotto dagli elettrodomestici dismessi. Per quanto riguarda i grandi elettrodomestici, il 74% conferma di portarli all’isola ecologica quando ha necessità di smaltirli, mentre il 26% si avvale dell’aiuto dell’azienda di igiene urbana per il ritiro a domicilio. Meno informati e consapevoli, invece, sono gli italiani in merito allo smaltimento dei piccoli elettrodomestici: il 7% dichiara di averli buttati nel sacco della spazzatura, il 3% nel cassonetto stradale, mentre per il restante 90% l’unica soluzione è portarli alle isole ecologiche; nessuno degli intervistati afferma di aver mai riconsegnato al proprio rivenditore un piccolo elettrodomestico rotto. Pochi conoscono, infatti,  le norme che disciplinano la raccolta dei Raee: dal mese di aprile 2014 è stato introdotto l’obbligo da parte dei rivenditori (per i negozi con superficie superiore ai 400 mq) del ritiro “uno contro zero” dei Raee di piccolissime dimensioni, mentre solo il 60% del campione sa che esiste l’obbligo di ritiro “uno contro uno” (in vigore da giugno 2010), ma è stato utilizzato da pochi.
 
Raccolta differenziata: problemi e criticità. La principale difficoltà è l’inadeguatezza del servizio di raccolta a domicilio (per il 57%), seguita dalla suddivisione dei rifiuti troppo complicata (29%) e dal limite posto dagli orari di apertura delle isole ecologiche (14%). Solo il 2% del campione coinvolto giudica ottimo il sistema di raccolta differenziata del proprio Comune; per il 29% è buono, discreto per il 22%, sufficiente per il 18% e scarso per il 29%.

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