Domenica, 17 Ottobre 2021
Ambiente

La strada per l'accordo internazionale sul clima passa per Lima

Parte la Cop 20, la ventesima conferenza dell'Onu su cosa sta accadendo sul nostro pianeta: un'altra tappa verso il 2015, quando sulle emissioni dei gas serra si raggiungerà l'accordo internazionale

Il tutto si concluderà l'anno prossimo a Parigi ma intanto i lavori sull'accordo internazionale sul clima arrivano a Lima, dove dal primo al 12 dicembre prenderà vita la Cop 20, la ventesima conferenza internazionale delle nazioni unite sulle emissioni di gas serra. 

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IL FALLIMENTO DI COPENAGHEN - Il summit peruviano è una tappa fondamentale nell’attuale roadmap, intrapresa nel 2011 a Durban e con scadenza prevista per dicembre 2015 proprio nella capitale francese. Ma a che punto siamo con le negoziazioni? L'ultimo ricordo che abbiamo non è positivo: al ClimaForum di Copenaghen del 2009 sembrava che il Protocollo di Kyoto avrebbe avuto un seguito, ma nelle ultime ore di negoziazione tutto fallì, gettando anche nello sconforto chi aveva lavorato fino a quel momento. 

Ma dal "fallimento di Copenaghen" adesso siamo a un punto di svolta: se prima gli stati avrebbero dovuto ridurre le emissioni in base al principio di responsabilità storica adesso invece le riduzioni di gas serra verranno effettuate dai singoli governi con un sistema volontario. Un cambio di rotta introdotto da alcune lacune del Protocollo di Kyoto, che non è riuscito di fatto a coinvolgere la maggior parte dei paesi grandi emettitori (nel passaggio al secondo periodo d’impegno sono usciti Canada, Russia e Giappone) e dunque a porre un limite alla crescita, inesorabile, dei gas serra in atmosfera. 

IL FUTURO CHE PARTE DA LIMA - Adesso si punta sul nuovo accordo globale che verrà discusso anche a Lima  e che supererà i negoziati di Copenaghen. I paesi che faranno parte dell'accordo si faranno carico della complessiva riduzione delle emissioni, lasciando alcuni margini anche dei paesi non coinvolti nell'accordo. In questo modo, a prescindere da grado di industrializzazione e sviluppo, sarà possibile entro marzo 2015, presentare i propri risultati contro le emissioni. 

Ma ridurre le emissioni non basta: proprio a Lima si deciderà quali saranno gli altri impegni che gli stati dovranno portare sul tavolo di Parigi. E se i governi hanno compreso l'importanza dei cambiamenti climatici in corso, come spiega Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente:

A Lima vedremo se i governi hanno recepito veramente il messaggio chiaro e forte che viene dai cittadini e dal mondo scientifico e se finalmente passeranno dalle parole all’azione. Sembrano esserci le condizioni affinché superino le incomprensioni del passato e definiscano una prima bozza del nuovo accordo, in modo da avere tutto il prossimo anno per concordare nei dettagli il testo finale da sottoscrivere a Parigi

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