Mercoledì, 22 Settembre 2021
Ambiente

Lotta allo spreco di cibo, Galletti: "Nuova legge per incoraggiare la donazione"

Solo in Italia sono 13 i milioni di tonnellate di Co2 emesse per produrre il cibo che in parte finisce nella spazzatura diventando un costo: sono circa 5,1 i milioni di tonnellate di cibo che gettiamo via. Un milione e mezzo le famiglie povere nel nostro Paese

Già nella legge di Stabilità, una norma per semplificare la donazione del cibo invenduto. Ad annunciarlo è il ministro dell'Ambiente Galletti nel corso di un'audizione in Commissione Affari Sociali Camera. Non è la prima volta che ne sentiamo parlare, già lo scorso febbraio, in occasione della giornata nazionale contro gli sprechi, l'allora ministro Orlando annunciò una semplificazione normativa per arginare il problema. Questa volta ci siamo davvero?

"Combattere lo spreco alimentare è un tema di assoluta rilevanza per le gravi ricadute ambientali, economiche e sociali che genera", ha detto il Ministro. "Il paradosso evidente che voglio porre alla vostra attenzione è quello dei supermercati, dove è più conveniente gettare via le eccedenze, piuttosto che darle ad enti che operano a fianco di chi ha più bisogno", ha continuato.

Secondo il Ministro bisogna puntare anche sulla prevenzione, attivando campagne di informazione che coinvolgano i produttori, i distributori ed i consumatori: "Nessuna nuova norma sarà però in grado di centrare l’obiettivo se non sapremo abbinarla con la sensibilizzazione, con l’educazione alle buone pratiche, specie per i giovani. Come per tutti i temi ambientali, anche per lo spreco, la grande sfida che abbiamo di fronte è proprio quella culturale". 

Lo spreco di cibo diventerà reato? La Francia ha approvato una legge che vieta ai supermercati di gettare nella spazzatura l'invenduto ancora utilizzabile. Non accadrà lo stesso in Italia. Il Ministro, infatti, ha detto: "Non sono tra coloro i quali ritengono che un’efficace lotta allo spreco alimentare possa essere fatta ricorrendo ai modelli punitivi, che peraltro richiedono controlli puntuali difficili nel concreto da attuare".

I dati mondiali. Secondo la Fao, 1/3 del cibo del mondo finisce sprecato. Parliamo di 1,3 miliardi di tonnellate. Uno spreco intollerabile, a fronte di un miliardo di persone che soffre la carenza alimentare e di 1, 4 miliardi di persone obese o in sovrappeso. La ricaduta ambientale dello spreco è altrettanto pesante: ogni anno nel mondo 250 mila miliardi di litri d’acqua e 1,4 miliardi di ettari di suolo vengono utilizzati per produrre cibo che poi viene sprecato. Si pensi inoltre, mentre ci avviciniamo alla decisiva conferenza Cop21 sui cambiamenti climatici di Parigi, che solo in Italia emettiamo 13 milioni di tonnellate di Co2 per produrre cibo che non mangeremo. Cibo che quindi diventerà rifiuto e che come tale graverà sui costi dello smaltimento.  Ridurre gli sprechi è importante anche per contenere l’impatto sulla biodiversità che la produzione massiva di alimenti ha a livello globale: "gli effetti negativi dell’espansione agricola e delle coltivazioni estensive è tale sulla frammentazione degli habitat e sulla perdita di biodiversità che appare veramente inconcepibile che una parte rilevante di quanto prodotto vada addirittura sprecato. Il consumo di suolo, di acqua e di biodiversità rappresentano enormi costi per la società. Il costo economico mondiale diretto di spreco di alimenti di agricoltura prodotti, sulla base di prezzi alla produzione solo, è di circa 750 miliardi di dollari, equivalente al PIL della Svizzera", ha continuato Galletti.

I dati italiani. Ogni anno produciamo circa 5,6 milioni di tonnellate di eccedenze alimentari. Tra settore primario, trasformazione, distribuzione, ristorazione e consumo gettiamo via 5,1 milioni di tonnellate di cibo. Il costo economico è spaventoso: parliamo di 12,6 miliardi di euro l’anno, una cifra enorme se contrapposta al milione e mezzo di famiglie che oggi sono situazione di povertà assoluta nel nostro Paese.

Come il ministero intende combattere gli sprechi. La lotta a questo tipo di spreco ha già trovato un primo riscontro legislativo con il cosiddetto “collegato ambientale” (A.S. 1676) all’attenzione in queste ore del Senato, che oltre a contenere precise indicazione sull’obbligo totale o parziale, per le stazioni appaltanti, di applicare i criteri ambientali minimi per le forniture e negli affidamenti di servizi, prevede che il Ministero ambiente, di concerto con altri Ministeri, provveda ad adottare un “piano d’azione nazionale in materia di consumo e produzioni sostenibili” (PAN SCP), che dovrebbe affrontare anche i temi relativi ai settori del consumo, della grande distribuzione e del turismo. Per quanto riguarda la nuova legge il ministro Galletti pensa all'introduzione di "misure di agevolazione fiscale, rivolte ai vari soggetti che intervengono nella filiera produttiva e distributiva, compatibilmente con gli equilibri complessivi di finanza pubblica". 

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