Venerdì, 7 Maggio 2021
LA RIVINCITA DEI MESTIERI QUASI DIMENTICATI

La pastorizia va di moda, è boom tra i giovani

In duemila hanno scelto di mettersi alla guida di un gregge. In solo cinque anni, i capi di allevamento in Italia sono aumentati di quasi 200mila unità

Pecore 'assunte' come tosaerba a L'Aquila

A lungo dimenticata, la pastorizia sta vivendo un momento di riscossa nel nostro Paese: piace ai giovani che hanno ripreso la tradizione nostrana innovandola. Sono circa duemila i nuovi pastori e 7,2 milioni le pecore presenti in Italia nel 2016, quasi duecentomila in più rispetto a cinque anni fa, secondo le ultime stime della Commissione europea. Ben 38, inoltre, le antiche razze salvate dall’estinzione dagli allevatori italiani sulla base dei dati dei Piani di Sviluppo Rurale della passata programmazione.

I dati, emergono dal dossier elaborato dalla Coldiretti in occasione del ‘Pecora Day’, in corso all'Aquila, dove si sono radunati migliaia di agricoltori con pecore di tutte le razze al seguito. L'evento coincide con il ventesimo anniversario della nascita di Dolly, la prima pecora clonata, avvenuta nel 1996. A sostenere la rinascita della pastorizia “è stato - spiega Coldiretti - il boom della domanda all’estero di formaggi fino alla grande innovazione che ha rivoluzionato la pastorizia con contributi che spaziano dalla cosmetica alla moda, dall’edilizia alla scuola, ma anche la manutenzione ambientale, la pet therapy fino a nuovi prodotti, dal gelato al latte di pecora al pecorino senza colesterolo".

Tra i nuovi business legati alla pecora segnaliamo Geolana, un depuratore fatto di lana sarda che sta contribuendo a salvare il mare dell'isola dall'inquinamento. L'innovazione, tutta italiana, è stata presentata in anteprima mondiale al Molo Ichnusa di Cagliari, in occasione della Giornata Internazionale dell'Acqua lo scorso 22 marzo è già entrata in azione proprio nel porto della città sarda dove ha iniziato a ripulire il mare, in modo naturale.

Ma questo è solo uno dei modi con cui dalle pecore può nascere un business utile. A riprova di quanto appena detto, oggi a L'Aquila verrà siglato un accordo di “assunzione” delle pecore: cureranno il verde in città.

Ma al Pecora Day non si parla solo di occupazione, l'iniziativa è anche l'occasione per discutere di commercializzazione di carne, latte e formaggi proveniente da animali clonati, un rischio che gli italiani non vogliono correre, non accettabile dai consumatori, che pone insormontabili problemi anche di natura etica. Secondo il rapporto Coldiretti/Univerde su 'Gli italiani e la nuova agricoltura realizzato da IPR Marketing, solo il 3% degli italiani sarebbe d’accordo". "L’atteggiamento degli italiani - secondo l'associazione - è anche un segnale chiaro nei confronti delle trattative sugli accordi di libero scambio tra Unione Europea e Stati Uniti, dove la pratica della clonazione animale si è rapidamente diffusa, al pari di Brasile e Argentina". “L’Unione Europea non può rinunciare agli elevati standard di qualità raggiunti nell’agroalimentare ma, al contrario, bisogna guardare alle domande che vengono dal mercato, sia in Europa che in Usa, ed innalzare il livello di sicurezza dei prodotti perché se è vero che per i nostri consumatori sono inaccettabili la carne trattata agli ormoni, il pollo varecchinato, piuttosto che la carne clonata, è altrettanto vero che anche negli Usa cresce solo la domanda di prodotti italiani legati al territorio con forte natura identitaria. Prodotti che vanno dunque tutelati rispetto al fenomeno dell’agropirateria, che sul falso Made in Italy fattura 20 miliardi di euro negli Stati Uniti”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo.

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