Martedì, 28 Settembre 2021
A gestire il mercato la criminalità organizzata

Shopper non a norma: il 'boss Savastano' testimonial della campagna contro l'illegalità

Secondo Legambiente metà delle buste in circolazione in Italia non sono biodegradabili e compostabili e il valore perso dalla filiera legale è di circa 160 milioni di euro. A gestire il mercato illegale la criminalità organizzata

Metà dei sacchetti in circolazione in Italia non sono a norma, sono di plastica e non biodegradabili e compostabili come dovrebbero essere, e dietro questa illegalità si nasconde la criminalità organizzata che nella Penisola controlla gran parte del mercato e impone ai commercianti l’acquisto e la distribuzione di prodotti illegali. Il valore perso dalla filiera legale è di circa 160 milioni di euro, a cui si devono aggiungere 30 milioni di euro di evasione fiscale e 50 milioni di euro per lo smaltimento delle buste fuori legge. A denunciare, ancora una volta, il mancato rispetto della normativa europea, è Legambiente che stamattina ha lanciato la campagna #unsaccogiusto. Il testimonial è Fortunato Cerlino, che interpreta i panni del super boss di Gomorra Pietro Savastano.

Per cambiare le cose basterebbe stare attenti, informarsi, scegliere prodotti virtuosi, denunciare l’illegalità, fare la propria parte"

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Maxi blitz. Solo ieri, grazie ad un'operazione effettuata dal Nucleo operativo ecologico di Torino, oggi è stato scoperto un giro d’affari 'illegale' da mezzo milione di euro. Più di 80 tonnellate di buste sequestate nel torinese e in provincia di Savona perchè inquinanti. Interessate sia le aziende produttrici dei sacchetti che quelle dedite alla distribuzione all’ingrosso di questo prodotto nel territorio piemontese. Permane quindi un quadro di generalizzata illegalità: in 11 su 14 casi, le ditte sono state multate per un importo complessivo di oltre 95mila euro. Oltre 500mila euro il valore della merce sequestrata. 

“Sulle shopper – ha dichiarato il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti – l’Italia ha avuto sempre una posizione d’avanguardia in Ue, orientata al massimo grado di tutela ambientale contro ogni violazione e contraffazione pericolosa per l’ambiente e per l’economia. L’Europa, a fronte delle rassicurazioni giunte dal governo sul recepimento della nuova Direttiva comunitaria, ci ha comunicato negli scorsi giorni di voler archiviare la procedura d’infrazione nei nostri confronti: è una bella notizia – prosegue Galletti - che ci deve dare un’ulteriore spinta nella guerra alle ‘shopper tarocche’ e alle contraffazioni che nascondono spesso traffici illeciti legati ad interessi criminali. Le istituzioni italiane sono schierate a difesa di quella filiera sana della circular economy che rispetta la legge e sceglie l’ambiente come valore di sviluppo”.

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