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Mercoledì, 25 Maggio 2022
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Allarme smog, in Europa 467mila morti premature all'anno per inquinamento

Nonostante la qualità dell'aria stia migliorando, l'inquinamento atmosferico rimane il principale fattore ambientale di rischio per la salute umana, avverte l'agenzia Ue per l'ambiente

In Europa, nonostante la qualità dell'aria stia lentamente migliorando, l'inquinamento atmosferico rimane il più grande pericolo per la salute ambientale dei suoi cittadini, con una conseguente minore qualità della vita a causa di malattie e una stima di 467.000 morti premature ogni anno in 41 Paesi europei. Nell'Unione europea le morti sono state circa 430.000. E' quanto emerge da un nuovo rapporto dell'Agenzia europea dell'Ambiente (Aea).

Il rapporto "Qualità dell'aria in Europa - 2016" presenta una panoramica aggiornata e l'analisi della qualità dell'aria in Europa per gli anni 2000-2014 sulla base di dati provenienti da stazioni di monitoraggio ufficiali in tutta Europa, tra cui più di 400 città. Il rapporto dimostra che nel 2014 circa l'85% della popolazione urbana nell'Unione europea è stato esposto al "particolato fine" (PM2.5) - le cosiddette polveri sottili - in livelli ritenuti dannosi per la salute da parte dell'Organizzazione mondiale della Sanità (OMS). Le polveri sottili possono causare o aggravare malattie cardiovascolari, asma e cancro ai polmoni.

Il rapporto fornisce anche nuove stime degli impatti sulla salute degli agenti atmosferici più nocivi sulla base di dati del 2013. L'esposizione alle polveri sottili è stata responsabile di circa 467.000 morti premature in 41 paesi europei nello stesso 2013, si precisa nel rapporto. All'interno dell'Unione Europea, le morti premature hanno superato le 430.000.

"La riduzione delle emissioni ha portato a miglioramenti nella qualità dell'aria in Europa, ma non abbastanza da evitare danni inaccettabili alla salute umana e all'ambiente", ha detto il direttore esecutivo dell'Aea, Hans Bruyninckx. "Abbiamo bisogno di affrontare le cause profonde dell'inquinamento atmosferico, il che richiede una trasformazione radicale e innovativa dei nostri sistemi di mobilità, dell'energia e del sistema alimentare. Questo processo di cambiamento richiede un intervento da parte di tutti noi, comprese autorità pubbliche, imprese, cittadini e comunità di ricerca".

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