Giovedì, 21 Gennaio 2021

Guida ai termovalorizzatori: pro e contro

Le nostre pratiche di raccolta differenziata non producono ancora grandi risultati e per ‘alleggerire’ le discariche ricorriamo ai termovalorizzatori, soluzione di cui, pare, non possiamo fare a meno. Ma non tutti sono d'accordo

Attualmente in Italia la stragrande maggioranza dei rifiuti non viene riciclata ma portata in discarica: facendo una media tra le varie grandi città della nostra penisola la percentuale si aggira attorno al 75%. Per ridurre il volume della spazzatura si ricorre nella maggioranza dei casi ai termovalorizzatori. Ma questo sistema funziona davvero? Ecco schematicamente elencati i pro e i contro di tali impianti.

PRO:

  • Il problema principale è quello di eliminare i rifiuti e sicuramente le nostre discariche ne traggono vantaggio.
  • Fino a pochi anni fa l’alternativa ai termovalorizzatori era lasciare i rifiuti nelle discariche. Tra le problematiche principali che queste presentavano, specialmente quelle più datate, ma non solo, l’inquinamento del territorio e soprattutto delle falde acquifere in quanto il fondo non era opportunamente isolato dal terreno.
  •  I termovalorizzatori sono costantemente monitorati e i fumi che vengono rilasciati nell’ambiente non risultano nocivi come in passato.
  • Gli attuali termovalorizzatori grazie al grande calore prodotto e tramite apparecchiature appropriate, possono ricavare energia elettrica dalla fase di combustione. Alla fine quindi si ottiene un recupero di energia.

CONTRO:

  • Tuttavia quantità energetica ricavabile è di molto inferiore al rendimento di qualsiasi centrale elettrica tradizionale.
  • Nonostante le attuali tecnologie di controllo e filtraggio dei fumi in uscita esistono particelle così piccole da sfuggire ai filtri e soprattutto non esiste ancora un macchinario in grado di calcolarne la quantità esatta che viene liberata nell’aria. Inoltre nei fumi di scarico dispersi nell’atmosfera non viene eliminata l’emissione di diossine.
  • Tra i rifiuti che finiscono nei termovalorizzatori può capitare anche ci siano materiali che, se inceneriti, possono rilasciare inquinanti pericolosi per la nostra salute e per l’ambiente.
  • Tutto il sistema di smaltimento dei rifiuti è piuttosto costoso. Uno dei costi rilevanti deriva della fase di incenerimento.
  • Circa il 30% del peso totale dei rifiuti non è combustibile, quindi viene raccolto alla fine del processo di combustione e lasciato raffreddare; successivamente viene trasportato in discariche speciali. Lo stesso per quanto riguarda le polveri fini, circa il 4% del peso del rifiuto in ingresso, classificate come rifiuti speciali pericolosi.
  • La combustione riduce i rifiuti in cenere (circa il 30% del peso in entrata), ciò significa che i rifiuti in entrata vengono eliminati solo al 70% del totale creando quindi un ulteriore problema, quello dello smaltimento delle ceneri stesse.
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