Sabato, 5 Dicembre 2020

Lupi contro Uber, Codici: "Vuole forse diventare il “Ministro dei tassisti”?

L'azienda americana permette di noleggiare un'automobile con autista tramite un sms o con l’omonima applicazione. L'associazione dei consumatori: "Impugneremo al Tar qualsiasi provvedimento contro i servizi innovativi"

Non si placano le polemiche intorno a Uber, l'azienda americana che consente di prenotare un servizio alternativo ai classici taxi, noleggiando un'automobile con autista tramite un sms o con l’omonima applicazione. Questa volta ad accendere la miccia non sono i tassisti, non contenti dell'arrivo di questo nuovo concorrente, ma è il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti  Maurizio Lupi.

In un incontro con le parti interessate che si è svolto martedì il Ministro schierandosi formalmente a favore delle innovazioni tecnologiche che portano migliorie nei servizi, ha comunque bocciato la nuova applicazione, ritenendola irregolare: "ci troviamo di fronte all'erogazione di un servizio pubblico non autorizzato", ha dichiarato.

 "Maurizio Lupi, vuole forse diventare il “Ministro dei tassisti”? Si perdonerà la provocazione, ma la domanda sorge spontanea quando una novità tecnologica diventa il fulcro di così tante polemiche, si chiede Codici. L'associazione ha più volte sottolineato il proprio punto di vista sull'argomento: "le ritrosie dei tassisti sono una mera difesa dei propri interessi, che vengono messi in pericolo dalla possibile perdita di fette di mercato.  Gli scioperi della categoria, infatti, sono veri e propri scioperi contro la libertà d’impresa. Le critiche sono di parte e difendono gli interessi di una specifica categoria di lavoratori, cioè i tassisti. A rimetterci, in questi casi, è sempre il consumatore, che subisce il peggioramento della qualità del servizio, quando non, addirittura, la sua completa sospensione, per via degli scioperi".

“I consumatori devono poter scegliere e l’innovazione non deve essere frenata da interessi di parte. Per questo Codici annuncia che impugnerà al Tar qualsiasi provvedimento teso a limitare il libero accesso ai servizi innovativi, favorendo in tal modo le solite lobbies – commenta Davide Zanon, Segretario Regionale Codici Lombardia – Ci siamo già messi a disposizione per partecipare al tavolo tecnico sulla questione ed apportare il nostro contributo nella ricerca di una soluzione che rispetti i diritti di tutte le parti interessate. Ma ribadiamo che l’interesse primario deve essere il rispetto dei consumatori, che non devono in alcun modo subire le conseguenze della difesa di interessi di parte”.

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