Sabato, 27 Febbraio 2021

Archivi digitali, percorsi interattivi e realtà aumentata: Google Arts con il Centre Pompidou presenta "Sound like Kandinsky"

"Sound like Kandinsky" è il nuovo progetto di Google Arts & Culture nato in collaborazione con il Centre Pompidou di Parigi: al pittore russo è dedicata una monografia digitale, tra tele, schizzi, disegni, privati, fotografie, corrispondenza di lettere e sezioni multimediali, come "Play a Kandinsky", per sperimentare la sinestesia

Il colore è la tastiera, gli occhi sono le armonie, l'anima è il pianoforte con tante corde: scriveva così Vassily Kandinsky, descrivendo l'artista come la mano che suona, in grado di toccare un tasto o l'altro, così da suscitare vibrazioni nell'anima di chi vede o ascolta. Il nuovo progetto di Google Arts & Culture, "Sound like Kandinsky", è dedicato al pittore russo, padre dell’arte astratta, e nasce in collaborazione con il Centre Pompidou di Parigi: "Un progetto interamente digitale, senza precedenti, per immergersi nel lavoro di questo artista visionario della storia dell'arte del 20° secolo", sottolinea Angela Lampe, curatrice del Centre Pompidou.

Tele, schizzi, disegni, privati, fotografie, corrispondenza di lettere: "grazie alla digitalizzazione ad alta definizione di migliaia di opere e documenti d'archivio - continua Angela Lampe - questa esperienza digitale non riunisce soltanto i suoi capolavori iconici, ci permette anche di vedere Kandinsky come mai prima d'ora, scoprendo i viaggi e incontri che hanno lasciato un segno indelebile nella sua vita, così come il suo dono di sinestesia - un'abilità di percezione multisensoriale che gli permesso di esplorare il rapporto tra suoni, colori e forme".

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Tradurre la musica in vibranti dipinti è riconducibile all'interessante principio di interdisciplinarietà artistica: molto più che un collegamento, ma appunto una vera e propria sinestesia, che permette il verificarsi simultaneo di due eventi sensoriali diversi. Il progetto propone una sorta di monografia online, tra opere, fotografie, tavolozze, pennelli e altri oggetti che gli appartenevano, a partire dalla Collezione Kandinsky donata al Centre Pompidou da sua moglie, Nina Kandinsky. Ampie sezioni dedicate alla sua biografia, dai ricordi d'infanzia al suo debutto in Russia fino al periodo in cui ha insegnato alla scuola Bauhaus, corredate da immagini inedite, come quelle del suo studio durante i suoi anni parigini o quelle della vacanze con Paul Klee.

Dalla Russia alla Francia, passando per la Germania, una sezione è dedicata alla numerose case in cui visse il pittore errante; uno zoom sulle amicizie, le collaborazioni e le rivalità al centro della sua vita e un focus sulla legacy del suo stile, l'allontanamento dall'arte figurativa e la scoperta "dell'essenziale oltre la realtà", il potere dei colori e il libero gioco delle vibrazioni. 

Due sezioni sono poi altamente interattive. "Play a Kandinsky", attraverso cui il visitatore/utente può sperimentare in prima persona il dono della sinestesia di Kandinsky, combinando l'intelligenza artificiale e spartiti musicali originali creati da due artisti francesi di musica sperimentale Antoine Bertin e Nsdos. "Insieme - spiega Serge Lasvignes, presidente del Centre Pompidou - a partire dagli scritti di Kandinsky che delineano la sua esperienza sinestetica, abbiamo applicato il machine learning per creare uno strumento che simula ciò che potrebbe aver sentito quando ha dipinto il suo capolavoro "Giallo Rosso Blu" nel 1925. Vi invitiamo a interagire con il dipinto, esplorando i suoni e le emozioni associate ai colori e alle forme; è possibile anche creare un mix personale e condividere il risultato della creazione, ispirata da Kandinsky.

 "Pocket Gallery", infine, consente a chiunque disponga di uno smartphone o tablet di visitare virtualmente e in realtà aumentata e approfondire da vicino alcune opere d'arte del Centre Pompidou: "potrete visitare una mostra in realtà aumentata creata su misura - aggiunge Lasvignes - e vedere da vicino alcune delle opere più famose di Kandinsky. Anche se questa modalità non sostituirà mai l'esperienza unica di vedere queste opere in un museo, riuscirete comunque a immergervi in ognuna delle opere dell'artista, certamente virtuali, ma altrettanto intime". 

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