Mercoledì, 12 Maggio 2021
Il restyling

Display verticali, muri di cellophane, aree di lavoro all'aperto: ecco come Google sta modificando i suoi uffici dopo la pandemia

Google ridefinisce gli spazi che ospitano i suoi oltre 100.000 dipendenti in vista del rientro previsto dal prossimo settembre, testando una serie di interventi architettonici innovativi nelle sue sedi sparse in 170 città e 60 Paesi in tutto il mondo

Con lo smart working ha risparmiato 1 miliardo di dollari - con la riduzione dei costi relativi a spostamenti, viaggi e organizzazione di eventi - e ora pensa a un modello ibrido post pandemico: Google sta cercando di ridefinire gli spazi che ospitano i suoi oltre 100.000 dipendenti ormai abituati a lavorare da casa, in vista del rientro previsto dal prossimo settembre. Big G - che incoraggerà, ma non imporrà, la vaccinazione - sta testando secondo il New York Times una serie di interventi architettonici innovativi nelle sue sedi sparse in 170 città e 60 Paesi in tutto il mondo.

Dal garage in Silicon Valley pieno di scrivanie appoggiate su cavalletti, al campus con open space e spazi comuni ne è passato di tempo e di esigenze: secondo il New York Times, l'azienda aveva già avviato da tempo un piano di restyling dei suoi spazi di lavoro, coinvolgendo un gruppo eterogeneo di consulenti, inclusi sociologi specializzati nelle inclinazioni della "Generazione Z". 

Il New York Times - che riassume la progettazione di Google come "l'incontro tra Ikea e Lego" - introduce la presenza dei "Team Pods" modulari, con sedie, scrivanie e lavagne bianche da disporre e riorganizzare nel giro di poche ore; per far fronte a una mix atteso di impiegati a metà in presenza e a metà da remoto, l'azienda ha pensato a una nuova sala riunioni "Campfire", in cui i partecipanti possono interagire con i partecipanti virtuali collegati in videoconferenza grazie a dei grandi display verticali.

Inoltre, largo alle aree di lavoro all'aperto: in Silicon Valley, per esempio, dove il clima è piacevole per la maggior parte dell'anno, Big G ha già convertito un parcheggio in un'area interamente coperta da Wi-Fi, dalle dimensioni di quattro campi da tennis.

Google sta inoltre sviluppando una serie di pareti mobili  - che possono essere imballate e spedite agli uffici di tutto il mondo - con varie funzionalità. Un esempio? Se una riunione richiede privacy, un muro di cellophane traslucido si gonfia in automatico. 

Tra i vari prototipi, una sedia da ufficio con altoparlanti direzionali nel poggiatesta che riproducono rumori bianchi per attutire l'audio nelle vicinanze e per i collaboratori che non hanno bisogno di una postazione permanente, ecco una scrivania che calibra in automatico l'altezza e l'inclinazione del monitor e regola anche la temperatura nelle vicinanze.

Sempre secondo il New York Times, ci saranno altri cambiamenti. Le mense aziendali passeranno dai buffet ai cibi da asporto, le sale massaggi e i centri fitness saranno chiusi, i bus navetta sospesi, le sale conferenze più piccole saranno trasformate in spazi di lavoro privati, gli uffici utilizzeranno solo aria fresca attraverso le prese d'aria controllate dal suo software di gestione degli edifici, eliminando la consueta miscela di aria esterna e di ricircolo.

"Nei primi giorni della pandemia, sembrava complicato trasferire un'organizzazione di oltre 100.000 persone sul piano virtuale - ha affermato David Radcliffe, vicepresidente di Google - ma ora sembra ancora più importante capire come riportarli indietro in sicurezza".


 

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