Martedì, 20 Aprile 2021

Tute da sci dagli scarti di mele altoatesine: "OneMore" è il brand di skiwear ecosostenibile che fabbrica tessuti con materiali green

 La ricerca nella direzione di materiali riciclati o riciclabili di "OneMore", parte appunto da "AppleSkin", la "PelleMela", un tessuto che rappresenta un'originale alternativa alla pelle animale e resistente ai raggi UV, prodotta dagli scarti industriali delle mele provenienti per la maggior parte dall’Alto Adige. Oggi il brand è protagonista di una campagna su "CrowdFundMe"

Niente imbottiture di piume, niente pellicce, ma scarti di mele altoatesine: è composto da materiali green e innovativi l'abbigliamento sportivo e da sci di "OneMore", un marchio di skiwear ecosostenibile che nasce nel cuore delle Dolomiti. La ricerca nella direzione di materiali riciclati o riciclabili, parte appunto da "AppleSkin", la "PelleMela", un tessuto che rappresenta un'originale alternativa alla pelle animale e resistente ai raggi UV, prodotta dagli scarti industriali delle mele provenienti per la maggior parte dall’Alto Adige fino ad approdare a "Econyl", un filo di nylon rigenerato dai rifiuti interamente realizzato con rifiuti oceanici e di discarica, ma anche con imbottiture create unicamente dal riciclo di bottiglie PET (polietilene tereftalato). 

Oggi questi tessuti ecologici sono utilizzati per una parte della produzione del brand altoatesino, ma l’obiettivo è diventare 100% green nei prossimi anni, ed è per questo che oggi "OneMore" è protagonista di una campagna di equity crowdfunding su "CrowdFundMe", la piattaforma di Crowdinvesting quotata a Piazza Affari. 

"La "PelleMela" - racconta Helga Lazzarino, founder di "OneMore" - è stata inventata e brevettata da Frumat, azienda di Bolzano che da anni sperimenta le potenzialità della mela, frutto cardine dell’agricoltura locale. Per ottenerla si recuperano gli scarti della lavorazione industriale della mela - parte legnosa e bucce, torsolo e semi, in pratica tutto quello che rimane dopo la spremitura - in gran parte proveniente dall’Alto Adige, che vengono prima fatti essiccare al naturale e successivamente polverizzati. Il primo passo è quello di miscelare la polvere di mele con il legante che viene poi spalmato sul tessuto. Successivamente il tessuto viene lavato e asciugato in forno. Una volta asciugato il prodotto viene arrotolato in bobine che vengono poi inviate nelle varie fabbriche dove il tessuto viene trasformato in prodotto finito. Questa lavorazione di trasformazione della polvere di mele in tessuto finito viene effettuata da un’azienda specializzata di Firenze". Si tratta dunque di una lavorazione 100% made in Italy.

"La nostra è la prima azienda a utilizzare "AppleSkin" nei capi sportivi - aggiunge Helga Lazzarino - una grande sfida, perché si tratta di realizzare un abbigliamento che deve resistere a fredde temperature, raggi UV e abrasione. Noi la utilizziamo in abbinamento a tessuti tecnici: una sfida nella sfida. Abbinata ad altri tessuti dalle alte performance, permette ottimi risultati, tecnici ed estetici. In alcuni capi si palesa in piccoli dettagli, in altri è più protagonista". 

Il brand - che ha sviluppato una collezione completa uomo, donna e bambino ed è presente nelle più note località sciistiche, come Corvara in Badia, Ortisei, Bormio, Kitzbühel e in quelle asiatiche di maggiore richiamo come Chongli in Cina - nel 2020 ha servito 27 punti vendita sportivi in 13 Paesi nel mondo, 9 scuole sci, 11 sci-club e un atleta di Coppa del Mondo. I capitali raccolti su "CrowdFundMe", con un obiettivo minimo di 350mila euro, saranno principalmente impiegati per la crescita digitale e il rafforzamento della conoscenza del marchio, anche tramite l’ampliamento della collezione che, senza rinnegare l’elemento tecnico, abbraccerà ambiti più ampi del tempo libero, fino allo street style.

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