Sabato, 31 Ottobre 2020

Mascherine adesive, ciondoli "vibranti" in 3 D e braccialetti "predittivi": la tecnologia contro il Coronavirus

"HumanWellness" propone mascherine adesive pensate per chi lavora nei negozi e centri per la cura della persona, tre ingegneri della Nasa un ciondolo che che pulsa quando la mano di chi lo indossa si avvicina al viso e la startup italo-americana "Empatica" un braccialetto un braccialetto che rileva la presenza del Covid-19 sia per gli asintomatici che coloro che ancora non manifestano alcun sintomo

La tecnologia può senz'altro offire un supporto per arginare rischi di contagi da Covid-19, contenendo il contatto, dato che non è sempre facile mantenere la distanza di sicurezza o arginando abitudini radicate come quella di toccarsi il viso o ancora prevedendo e prevenendo i sintomi. Tutto ciò è particolarmente significativo per scongiurare nuove ondate di contagio nei prossimi mesi.

Da queste considerazioni nascono, per esempio, speciali mascherine adesive certificate per uso medico, pensate appositamente per chi lavora nei negozi e centri per la cura della persona. "HumanWellness", azienda svizzera del settore cosmetotessile, ha ideato una mascherina di protezione, pensata in particolar modo per parrucchieri, barbieri e centri estetici, la cui riapertura è stata vincolata a una serie di misure di sicurezza, dato l'alto contatto con il cliente, tra cui la sanificazone obbligatoria della postazione e di tutti gli strumenti utilizzati e l’uso di mascherina sia per i clienti che per i dipendenti.

mascherina welness-2

La mascherina proposta da "HumanWellness" è 100% made in Italy, rientra nella categoria per uso medico di tipo 1, certificata UNI EN ISO 14683:2019 per la filtrazione batterica (BFE) al 99,8%, ed è realizzata con tessuto sintetico filtrante in poliestere. Presenta inoltre tre strati di cui uno intermedio in tessuto idrorepellente. 

La sua principale particolarità è quella di essere leggera, traspirante e soprattutto adesiva, non presenta quindi elastici o lacci da legare con accortezza dietro la testa, e ciò garantisce massima aderenza al viso e la sicurezza di non dover fare attenzione a suoi eventuali spostamenti o allentamento dei lacci mentre si lavora. Ciò è pensato anche per la clientela che non dovrà più preoccuparsi che la propria mascherina si danneggi durante il lavaggio, il taglio o l’applicazione della tinta. 

Oltre indossare la mascherina, un'altra regola imperativa e quella di non toccarsi il volto quando si è fuori casa al fine di ridurre il rischio di ingresso del virus nell’organismo e lo sviluppo della potenziale infezione. Tuttavia questo gesto può risultare involontario e così un team di ingegneri del "Jet Propulsion Lab" della Nasa ha sviluppato "Pulse", un ciondolo "vibrante": si tratta di un dispositivo indossabile, stampato in 3D e basato su un sensore di prossimità a infrarossi, che pulsa quando la mano di chi lo indossa si avvicina al viso. 

Secondo i progettisti di JPL di Pasadena, in California, può essere facilmente riprodotto da chiunque indipendentemente dal livello di competenza: l’elenco delle parti e le istruzioni di montaggio sono disponibili come Open Source sulla piattaforma "Github" per individui o aziende che vogliano replicare, migliorare e perfezionare "Pulse".

Ma come abbiamo imparato, il contagio è da arginare non soltanto in presenza di sintomi evidenti, ma nel caso di assenza di questi ultimi: "Empatica" di Matteo Lai, azienda medica nata in Italia ma da vari anni ormai spin off del "Massachusetts Institute of Technology" di Boston, ha ideato in collaborazione con la Biomedical Advanced Research and Development Authority degli Stati Uniti, "Aura", un braccialetto "predittivo" che rileva la presenza del Coronavirus sia per gli asintomatici che coloro che ancora non manifestano alcun sintomo.

Se in una prima fase i risultati preliminari sono stati promettenti, mostrando una forte correlazione tra carica virale e cambiamenti nella fisiologia di una persona, l'obiettivo ora è convalidare l'algoritmo di "Empatica" in contesti di vita reale, con la partecipazione di operatori sanitari che sono esposti a un'alta carica virale durante il trattamento di pazienti Covid ospedalizzati.

Il braccialetto, in sostanza, analizza i parametri vitali di chi lo indossa e può “prevedere” l’insorgere della malattia: una dignosi precoce può favorire l'avvio di cure tempestive e argina il potenziale rischio per chi interagisce con il paziente, che sia o meno consapevole di essere infetto.

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