Martedì, 2 Marzo 2021

Covid e internet: gli italiani hanno trascorso in rete il 26% di tempo in più, tra salute ed education

Secondo Comscore, un indicatore molto significativo della aumentata propensione degli italiani a navigare in rete è il tempo trascorso on line che, a dicembre 2020, si attesta a 2 ore e 46 minuti medi giorno per utente con una crescita di ben il 26% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. L’aumento maggiore, ovvero il 38%, si registra sulle fasce di popolazione più giovani (18-24) che passano mediamente sulla rete 3 ore e 34 minuti al giorno

L'emergenza sanitaria ha senz'altro favorito la digitalizzazione: secondo un'indagine della società di ricerca Comscore, confrontando i dati di dicembre 2020 con quelli dello stesso mese del 2019, sono 40,6 milioni gli Italiani che hanno navigato in rete; sulla popolazione maggiorenne la penetrazione dell’utilizzo di Internet raggiunge il 73%, valore che, se da un lato fa registrare una crescita di 3 punti percentuali rispetto all’anno precedente, evidenzia chiaramente il perdurante divario con i Paesi digitalmente più evoluti, USA (90%) e UK (86%) ma anche con quelli a noi più vicini come la Spagna (84%).

Se carenze infrastrutturali e fenomeni di marginalità socio-economica impediscono l’accesso alla rete a una fascia di popolazione ancora troppo ampia, coloro che invece navigano lo fanno in maniera più intensa, accedendo a un numero sempre maggiore di contenuti e servizi. A dicembre 2020 sono nove - Entertainment, News e Information, Social Network, Retail, Lifestyle, Instant Messaging, Technology, Sport, Health - le categorie di contenuti che hanno fatto registrare un’audience superiore ai 30 milioni di Visitatori Unici mensili, mentre sono diventate 15 (a fronte delle 7 di dicembre 2019) le singole properties che vantano una reach superiore al 60%.

Le audience delle categorie di contenuto connesse ai cambiamenti generati dalla Pandemia e dal Lockdown sono poi quelle maggiormente aumentate: i visitatori Unici della categoria Education sono incrementati del 69%, quelli della categoria Government del 60% e quelli della categoria Salute del 31%.

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Analizzando invece le App con i più alti tassi di crescita in termini di utilizzatori si segnala l’esplosione di quelle per il lavoro (Teams e Zoom) e la didattica a distanza (Google Classroom) ma anche di quelle legate a servizi di pubblica utilità come l’App IO che a dicembre 2020 raggiunge i 9,3 milioni di utilizzatori o Poste ID che arriva a 7 milioni.

Un altro indicatore molto significativo della aumentata propensione degli italiani a navigare in rete è il tempo trascorso on line che, a dicembre 2020, si attesta a 2 ore e 46 minuti medi giorno per utente con una crescita di ben il 26% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso.

L’aumento maggiore, ovvero il 38%, si registra sulle fasce di popolazione più giovani (18-24) che passano mediamente sulla rete 3 ore e 34 minuti al giorno a fronte delle 3 ore e 5 minuti della fascia d’età 25-34 (+29% su dicembre 2019) e delle 2 ore e 35 minuti dei 35+ (+19% su dicembre 2019).

Il traffico in App rappresenta ormai il 73% del tempo totale speso (+ 6 punti percentuali rispetto a dicembre 2019) e sulle properties di Google e Facebook (cui appartengono le App più utilizzate) si trascorre ormai oltre la metà (50,4%) del tempo complessivamente passato sulla rete. I contenuti con il maggior livello di coinvolgimento sono Intrattenimento (18%), Social Network (24%) e Instant Messaging (16%); categorie che insieme assorbono il 58% del tempo passato su Internet dalla popolazione maggiorenne.

Partendo dal dato di dicembre 2019 e analizzando l’impatto della pandemia e del Lockdown sulle dinamiche del tempo speso, si osserva la crescita significativa del consumo di informazione in concomitanza delle due ondate dei contagi e la sua normalizzazione durante il periodo estivo con un trend simile a quello mostrato da Social Network e Instant Messaging. La quota di tempo dedicata ai contenuti di intrattenimento ha invece segnato un aumento costante durante tutto il corso dell’anno, mentre le categorie Automotive e Turismo continuano ad attestarsi su livelli molto inferiori a quelli di dicembre 2019 avendo particolarmente risentito della crisi sanitaria.

“I dati di dicembre ci restituiscono un quadro interessante e articolato. Se da un lato una fascia ancora troppo ampia di popolazione non accede a Internet frenando lo sviluppo del Paese e il superamento stesso di alcune criticità sociali legate alla pandemia, dall’altro quest’ultima ha dato uno straordinario impulso a un utilizzo sempre più evoluto e dinamico della rete”, afferma Fabrizio Angelini, Ceo di Sensemakers, società che rappresenta Comscore in esclusiva per l’Italia. “Negli ultimi mesi la rete ha fornito strumenti essenziali per affrontare i problemi imposti dal Lockdown mentre è aumentato l’utilizzo on-line di servizi di pubblica utilità per fronteggiare le incertezze economico-sanitarie”.

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