Domenica, 17 Gennaio 2021

Innovazione digitale e ristorazione: case history, dati e prospettive concrete per un settore in trasformazione

L’adozione di nuovi modelli di business e di innovazione digitale sono un'opportunità per il settore della ristorazione, di cui si è parlato in occasione del "Global Food Service Forum", dedicato quest’anno al tema della resilienza di imprese del settore. Passaggi e testimonianze di chi sta sfruttando questo momento di trasformazione dei processi per aumentare la professionalità delle risorse e trovare nuovi modi per soddisfare il cliente

Un’occasione di scambio di esperienze e strategie per affrontare la trasformazione che ha inevitabilmente investito anche il mondo della ristorazione: si può sintetizzare così la seconda edizione, in versione digitale, del "Global Food Service Forum", organizzato da "Appetite for Disruption" e "Food Service", dedicato quest’anno al tema della resilienza di imprese del settore, che con coraggio e inventiva, cercano di declinare attraverso nuovi codici la loro attività, a partire dalle modalità di lavoro e gestione delle risorse (qui è possibile accedere ai materiali e alla registrazione del webinar).

Se da un lato il settore della ristorazione è tra quelli che hanno maggiormente risentito degli effetti del Covid-19, dall'altro è stato automaticamente sottoposto a una forte accelerazione nella ricerca di nuove tendenze e soluzioni digitali per affrontare la ripresa, modificare i propri modelli di business, diversificare i canali di vendita e migliorare le proprie performance sul mercato.

I dati presentati dalla società di analisi "TradeLab" parlano chiaro: il mercato "Away from Home", ovvero il mercato dei consumi fuori casa, in particolare quello delle catene di ristorazione - in esponenziale crescita negli ultimi vent’anni -  vedrà un'accelerazione dopo l'attuale temporanea crisi dovuta alle chiusure, grazie a un consumatore sempre più selettivo nelle esperienze che decide di vivere e dunque più attento alla qualità.

I Big Data che arrivano dalla presenza sui social, dalle app, dalle prenotazioni, dalle piattaforme di delivery permettono di raccogliere informazioni sul cliente e ottimizzare i processi. Come ha sottolineato Cris Nulli, founder di "Appetite for Disruption", il primo think tank italiano sulla ristorazione: “Oggi è necessario saper interpretare i dati, rendendoli insights utili per le decisioni di business”. 

A questo proposito, significativa è l’esperienza di "Langosteria", noto brand di fine dining milanese, che durante l’emergenza ha lanciato il servizio “Langosteria a casa”, riscuotendo un grande successo. “La fiducia del cliente non è venuta a mancare – spiega il Ceo Enrico Buonocore - e noi come azienda stiamo lavorando intensamente per sfruttare questo momento di rivoluzione dei processi per aumentare la professionalità delle nostre risorse interne, che rappresentano per noi l'asset più importante". 

Case history internazionale è invece "Pizza Pilgrims", catena londinese di pizzerie che per fidelizzare i propri clienti, durante il periodo di lockdown, ha creato un kit fai-da-te per cucinare la pizza a casa propria, utilizzando "Shopify", la piattaforma di eCommerce a cui piccole o grandi aziende possono accedere e creare il proprio eCommerce, con grande facilità, come ha spiegato Paolo Picazio, Italy Head della piattaforma.

A supporto dei ristoratori che offrono i loro piatti attraverso delivery e take away, sono nate realtà come "MyCia (Healthy Food)", un’app del settore food-tech che fa da ponte tra i ristoratori e le esigenze nutrizionali dei potenziali clienti per promuovere  la consapevolezza alimentare e rivoluzionare il settore della ristorazione. “Un servizio digitale senza commissioni aggiuntive sugli ordini e le prenotazioni - ha sottolineato Pietro Ruffoni, Ceo di Healthy Food - che offre anche un’assistenza gratuita e continua ai suoi clienti.

Per riprendere le parole di Giuseppe Stigliano, Ceo dell'agenzia di marketing "Wunderman Thompson", per il mondo della ristorazione sarà “un triennio complesso: dobbiamo reinventare le regole del gioco, e dobbiamo farlo insieme”. Fare squadra, cooperare, condividere le proprie strategie di resilienza. Come nel caso di "UBRI" (Unione dei Brand della Ristorazione Italiana), che ha proposto un Piano Marshall triennale per ricostruire il sistema ristorazione in Italia, raccontato nel dettaglio oggi attraverso le parole di Vincenzo Ferrieri, Presidente UBRI.
 

“Se c’è una fase di crisi bisogna muoversi”, ha affermato oggi Pierfrancesco Maran, Assessore all’Urbanistica, Verde del Comune di Milano, che, intervistato da Alessandro Tommasi di "Will Media" durante il "Global Food Service Forum", ha raccontato dell’impegno profuso delle istituzioni per salvaguardare le attività commerciali e i posti di lavoro: ampliamento di dehors e tavolini davanti a bar e ristoranti e nuove piste ciclabili hanno rivoluzionato l’aspetto di interi quartieri di Milano, rendendo la città più inclusiva.


 

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