Tecnologia e cibo: nasce la carta d'identità digitale dell'alimentazione che registra tendenze e preferenze

L'azienda food-tech "HealthyFood" ha lanciato la prima Carta d’identità alimentare già usata da oltre 50mila persone e che é il cuore dell’app "MyCIA". Il documento digitale racchiude le esigenze alimentari di chi, anche quando mangia fuori casa, desidera rispettarle: dalle allergie alla scelta del proprio regime, dal vegano al fruttariano

Una maggiore consapevolezza e attenzione nelle scelte del cibo consumato soprattutto fuori casa, per cause legate a problemi alimentari, ma anche per motivi etici o di benessere: la pandemia e il lockdown hanno imposto necessariamente un cambiamento nel rapporto con il cibo e le bevande e questa tendenza è registrata dal sondaggio “Food and Hot Drinks in Italy 2019” a cura dell'istituto indipendente di ricerca tedesco "Statista" e confermata in questa delicata fase tre dall’indagine del Centro Studi di "HealthyFood", l’azienda italiana che ha creato "MyCIA", l’App food-tech con una Carta d’identità alimentare scaricabile gratuitamente su AppleStore e GooglePay e di fatto primo Personal Food Advisor. 

"HealthyFood" offre servizi e soluzioni tecnologiche dedicate al mondo del food-tech per favorire, in modo totalmente ed esclusivamente digitale, un incontro fruttuoso fra esercenti della ristorazione attenti alle richieste dei clienti (in primis sicurezza e rispetto delle esigenze alimentari) e chi mangia fuori casa ed è sempre più esigente in termini di trasparenza sulla composizione dei piatti e sugli ingredienti. E a pochi mesi dal lancio del progetto, nonostante il fermo delle campagne di comunicazione imposto dal lockdown, il Centro Studi dell’azienda food-tech registra un dato più che interessante: al momento sono già oltre 50mila gli utenti che hanno compilato la propria Carta d’identità alimentare, il documento digitale che racchiude le esigenze alimentari di chi vuole mangiare fuori casa e cerca attenzione e rispetto per le proprie esigenze o il proprio stile.

Di questa “community”, il 43% ha segnalato esigenze alimentari specifiche al momento della compilazione della propria CIA, sempre più scaricata (e spesso anche stampata) e utilizzata per farsi precedere al ristorante tramite un semplice link, presso le strutture scelte per le vacanze o in generale per gli spostamenti, per avere la garanzia di trovare quello che si desidera mangiare una volta arrivati sul posto e di veder rispettate le proprie esigenze alimentari in ogni situazione.

I dati diffusi dal Centro studi di "HealthyFood" raccontano inoltre che sul 43% di utenti che hanno compilato la propria CIA segnalando esigenze alimentari specifiche, il 12,98% ha cliccato sull’opzione “senza glutine” (la percentuale più alta) mentre il 12,08% sull’opzione “senza lattosio”. I pescetariani superano i vegani, e sono in tanti anche i fruttariani, soprattutto nelle zone di Milano, Roma e Napoli. Per quanto riguarda invece le allergie segnalate esplicitamente, le più frequenti sono al grano, al latte e ai crostacei. Sul totale delle persone che hanno compilato la CIA, da segnalare inoltre che il 76% ha almeno una non preferenza alimentare. Tra le non preferenze più frequenti le acciughe, l’agnello e l’aglio.

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Il numero delle persone che ogni giorno compilano il documento digitale è in continuo aumento così che gli utenti registrati possano visualizzare proposte gastronomiche in linea con le proprie esigenze ma anche sconti e promozioni degli oltre 7mila tra bar e ristoranti che già fanno parte del network di "MyCIA"

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“Il lockdown - spiega Pietro Ruffoni, CEO di "HealthyFood" - con la chiusura di bar e ristoranti ha imposto agli utenti abituati a consumare pasti o colazioni fuori casa un’ulteriore riflessione sulle proprie esigenze alimentari, al di là delle allergie dichiarate ufficialmente. C’è sempre maggiore attenzione alla qualità dei prodotti e degli ingredienti dei piatti che si sceglie di mangiare fuori casa e lo vediamo anche dal boom di download, oltre 120.000, della nostra App, "MyCIA", che è l’unica applicazione food-tech esistente in Italia con una Carta d’Identità Alimentare, termometro di come cambiano le consuetudini alimentari degli italiani affezionati al dine out”. 

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