Martedì, 22 Giugno 2021
Digital life

"Safer Internet Day": un ragazzo su 5 è "sempre connesso", il 30% è vittima di cyberbullismo

 Se solo 12 mesi fa erano 3 su 10, oggi sono 1 su 5: si dichiara "sempre connesso" l'85% degli intervistati secondo una ricerca sulla quantità e la qualità delle ore passate in Rete dai ragazzi; secondo i risultati dell’edizione 2021 del "Digital Civility Index" di Microsoft, in Italia, il 30% degli intervistati è stato coinvolto in un episodio di bullismo; la Gen Z è la più colpita con il 35% dei casi, seguiti dai Millennials con il 30%

Senza la routine scolastica, senza occasioni di socializzazione in presenza, senza stimoli esterni concreti: una generazione ripiegata su se stessa ha trovato spazio in rete. Se solo 12 mesi fa erano 3 su 10, oggi sono 1 su 5: si dichiara "sempre connesso" l'85% degli intervistati - 6 su 10 sono online dalle 5 alle 10 ore al giorno - secondo una ricerca sulla quantità e la qualità delle ore passate in Rete dai ragazzi, commissionata da "Generazioni connesse" a Skuola.net, Università degli Studi di Firenze e Università degli Studi di Roma "La Sapienza". Dati significativi, che giungono in occasione del "Safer Internet Day", la Giornata mondiale per la sicurezza in Rete, istituita e promossa dalla Commissione Europea.

Il tempo trascorso in rete procede di pari passo con gli episodi di cyberbullismo, che sono aumentati per il 59% degli interpellati. Non solo buio: l'85% dichiara di avere dato a un proprio coetaneo dei consigli sull'uso corretto del web e il 53% dichiara di aver usato i social per impegnarsi a sostenere cause sociali, come il Climate Change, il Global Warming o il movimento Black Lives Matters.

Sempre in occasione del "Safer Internet Day" Microsoft ha diffuso i risultati dell’edizione 2021 "Digital Civility Index", ricerca che analizza le attitudini e le percezioni degli adolescenti (13-17) e degli adulti (18-74) rispetto all’educazione civica digitale e alla sicurezza online in 32 Paesi, Italia inclusa, dove emerge una percezione più positiva del livello di civiltà online, giudicato buono dal 37% degli intervistati, rispetto a un 34% a livello mondiale.

Contatti indesiderati, fake news e sexting indesiderato restano anche quest’anno i rischi più comuni riscontrati nel mondo, rispettivamente dal 40% 31% e 26% degli intervistati a livello globale. Fake news, hate speech e discriminazioni sono i rischi online che sono cresciuti di più negli ultimi 5 anni. Rispetto allo scorso anno solo il 44% delle persone nel mondo si dichiara capace di gestire un eventuale pericolo online (-6%), e il 51% sa a chi rivolgersi (- 1%).

In Italia, il 30% degli intervistati è stato coinvolto in un episodio di bullismo, 15% è la vittima diretta dei bulli; la Gen Z è la più colpita con il 35% dei casi, seguiti dai Millennials con il 30%. È la Scuola l’entità da cui ci si aspetta il contributo maggiore per migliorare la civiltà online per il 49% degli intervistati, seguiti dai social media (47%) e le tech company 37% affinché introducano nuove policy e creino strumenti per promuovere comportamenti online più civili e rispettosi e punire condotte scorrette. 

“È preoccupante constatare -  sottolinea Silvia Candiani, Amministratore Delegato di Microsoft Italia - la diminuzione da parte delle persone della capacità e fiducia nel saper gestire i rischi online, segnale questo della necessità costante di portare avanti progetti di sensibilizzazione su questi temi. In un periodo di distanziamento sociale in cui molti di noi passano più tempo online che offline e le piattaforme sono sempre più numerose e pervasive, il Safer Internet Day diventa un appuntamento chiave per aiutare giovani e meno giovani a un uso consapevole degli strumenti digitali, insegnando loro come proteggersi dai pericoli della rete” ha commentato .


 

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