Mercoledì, 23 Giugno 2021
Innovazione

Intelligenza artificiale, telemedicina, infrastrutture digitali: per Luca Zaia "l’innovazione è apertura mentale"

"Le nuove tecnologie permeano in ogni comparto in modo sempre più evidente", sottolinea il presidente della Regione: sono molte le sfide legate al settore digitale in Veneto, dove qualche giorno fa è stato inaugurato il nuovo campus di H-Farm

"Apertura mentale": la definisce così l'innovazione, il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, che si prepara alla nuova scommessa elettorale in programma domenica. Intelligenza artificiale, telemedicine, nuove tecnologie: sono molte le sfide legate al settore digitale in Veneto, dove qualche giorno fa è stato inaugurato il nuovo campus di H-Farm.

(Intervista realizzata in collaborazione con l’Associazione Nazionale Giovani Innovatori; QUI l’intervista video a cura di Gabriele Ferrieri, Editorialista e Presidente dell’ANGI)
 
Inaugurando il nuovo campus di H-Farm a Ca’Tron, che si estende su 30.000 metri quadri di nuova superficie coperta, ha dichiarato: “Benvenuti nel futuro (...) “questa è la risposta italiana al problema della fuga di cervelli“: cosa rappresenta questa nuova apertura nell'ambito della trasformazione tecnologica e digitale in cui siamo immersi?


 
Il nuovo campus di H-Farm non rappresenta soltanto un'opportunità di formazione per 3 mila ragazzi che hanno la possibilità di iscriversi dalla scuola dell’infanzia alla specializzazione post universitaria, è un incubatore di idee, qualcosa di unico nel suo genere, un modello replicabile a livello internazionale: invito tutti ad andare a visitarlo, per un’immersione nel vero cambiamento culturale, che guarda con molta confidenza al digitale.


 
Quali sono i progetti preminenti e concreti legati ecosistema regionale dell'innovazione, previsti nella sua agenda per il prossimo futuro?


 
Le nuove tecnologie permeano in ogni comparto in modo sempre più evidente: le nuove sfide riguardano la telemedicina, l’intelligenza artificiale, l'infrastruttura digitale. Il cambio di paradigma è quello che ci impone di guardare al futuro con apertura mentale, allontanarci da una visione analogica della realtà.
 


A proposito dell'emergenza Covid-19 ha più volte espresso perplessità sulle app di tracciabilità (a partire da Immuni), rilevando che i sistemi più innovativi e appropriati sono quelli legati alla bio sorveglianza. Come si sta evolvendo questo aspetto?
  

Il tema di Immuni è presto detto: il nostro sistema sociale ha ancora una grande visione analogica, dunque molti si pongono la questione dell’utilizzo dei dati e della privacy. Noi abbiamo scelto la strada della biosorveglianza, della collaborazione con i cittadini, della ricerca dei focolai. Siamo convinti, dimostrandolo con i fatti, che la partita del Coronavirus si possa affrontare senza tanti marchingegni che spesso non hanno poi troppi risultati effettivi: se non crei consensi attorno alla tua operazione, quella fallisce. 
 
 

Lei ha dichiarato che "la tecnologia è la sanità del futuro": quali sono i progetti concreti già realizzati in tal senso e quale direzione sta prendendo questo assunto?


 
Mi definisco digital friendly, convinto del fatto che l’innovazione debba essere pervasiva in ogni settore, a partire per esempio dalla digitalizzazione della pubblica amministrazione, fino appunto alla sanità che per noi pesa 9 miliardi 360 milioni di euro su 16 miliardi di bilancio. Un altro esempio concreto è rappresentato dalle smart road, percorsi utili in grado di comunicare informazioni utili agli automobilisti attraverso le nuove tecnologie applicate. 

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