Giovedì, 25 Febbraio 2021

Nuove abitudini di mobilità: come cambiano i comportamenti degli italiani

L'emergenza Covid-19, ha portato a un cambiamento dettato dalle nuove esigenze di spostamento. La parola agli esperti

"Già prima del Covid-19 la mobilità pubblica stava vivendo un cambiamento dovuto alla digitalizzazione di una parte dei propri utenti": lo sottolinea Paolo Guglielminetti, Partner | Global Railways and Roads Leader, PwC Italy, in riferimento alle nuove abitudini della mobilità collettiva. In pochi hanno interpretato la disponibilità di tecnologia come conseguenza di un cambiamento dei comportamenti di mobilità.

"Oggi, a fronte dell’emergenza Covid-19 - spiega Guglielminetti - siamo riusciti a riconoscere questo cambiamento dei comportamenti evidenziando l’avvento di nuove esigenze, connesse da un lato all’esigenza degli utenti di avere una piena conoscenza dell’offerta per operare scelte in modo consapevole e sicuro e dall’altro alla possibilità di avere a disposizione soluzioni di mobilità alternative".

Ma come sono cambiate le abitudini di mobilità degli italiani? "Nell'ultimo periodo - continua - abbiamo registrato una forte crescita della mobilità individuale, soprattutto su auto privata a discapito dei mezzi pubblici, penalizzati sia per le limitazioni dei posti per garantire il distanziamento sociale sia per la paura diffusa delle persone di condividere l’esperienza di viaggio con estranei".

"Infatti il livello di traffico ha raggiunto a settembre/ottobre livelli anche superiori rispetto al pre-Covid, prima delle nuove restrizioni agli spostamenti, creando problematiche sia per il sistema sociale nel complesso sia per gli utenti che decidono di ricorrere all’auto privata (pensiamo al, congestionamento delle strade o alla difficoltà nel trovare parcheggio). Si afferma quindi, con maggiore urgenza, la necessità di tornare ad un nuovo equilibrio che tenga conto delle nuove abitudini di mobilità: minore sistematicità degli spostamenti in ragione del remote working, necessità di assicurare oggi sicurezza e domani comfort nel viaggio, disponibilità di soluzioni alternative in caso di sovrafollamenti e disruption".

Mezzi privati si, ma all’insegna della sostenibilità

"A questo proposito, occorre precisare che nello scenario italiano il trasporto privato non presenta moltissimi spazi di sviluppo. - aggiunge Massimo Leonardo, Director | PwC Strategy & - Non ci aspettiamo quindi una crescita della mobilità privata ma sicuramente un trend che la vedrà sempre più sostenibile.

L’ibrido sarà il protagonista nel breve termine poiché ci sono soluzioni già pronte e ampiamente disponibili sul mercato. Sicuramente la tecnologia a cui si ambisce è quella della motorizzazione full-electric, ancora non pienamente matura, ma che determinerà una piena convergenza verso i cosiddetti veicoli BEV (Battery Electric Vehicle). La mobilità elettrica avrà un futuro roseo davanti a sé: la tecnologia è semplice e ha ampissimi margini di miglioramento.

Esistono però ancora alcuni limiti all’acquisto dell’auto elettrica, riconducibili principalmente ai seguenti aspetti:

  • un costo maggiore rispetto ad un modello corrispondente alla motorizzazione endotermica;
  • la mancanza di disponibilità di un garage o di un’infrastruttura di ricarica pubblica adeguata;
  • l’autonomia, che nella percezione dei consumatori è ancora insufficiente, nonostante la presenza di tanti modelli sul mercato con autonomie superiori a 400 km.

La traiettoria di sviluppo della tecnologia consentirà da sé un miglioramento delle performance dell’autonomia del veicolo elettrico oltre ad una riduzione dei prezzi al pubblico finale . Sarà fondamentale il ruolo delle istituzioni come supporto attivo nei confronti degli operatori, creando quelle condizioni infrastrutturali che miglioreranno l’offerta complessiva. Inoltre, non dimentichiamoci che la rivoluzione dell’elettrico dovrà essere accompagnata da nuove competenze da parte degli operatori, per  servire al meglio i clienti, in fase di vendita, delivery e assistenza".

La micromobilità e il mobility as-a-service

Un trend ulteriore è quello connesso alla micro-mobilità: sembra che monopattini elettrici, bici e e-bike stiano vivendo un momento d’oro e alcune case automobilistiche si avviano verso collaborazioni con società terze per produrre e-bike e monopattini elettrici premium. sebbene queste soluzioni non costituiscano una alternativa vera e propria alla mobilità tramite auto privata, possono contribuire a creare soluzioni di mobilità sostenibile end-to-end come modalità per primo / ultimo miglio complementare al trasporto pubblico locale. Secondo tale paradigma, non sarà più il consumatore a dover investire in un mezzo di proprietà ma si troverà di fronte ad un servizio ed una soluzione unica che gli consentirà di utilizzare il mezzo più adatto a seconda del caso specifico, sia essa un’ auto, una bici o un monopattino.

Servizi di questo tipo potrebbero rappresentare una soluzione interessante per il consumatore che ha esigenze di mobilità diverse e mutevoli nel corso dell’anno, del mese o persino della stessa giornata ma che comunque rimane attento anche ai costi (ad es. attraverso piani di abbonamento annuali che consentono di utilizzare diverse tipologie di veicolo a seconda delle proprie esigenze e accessibili tramite un unico touch point per un totale di giornate annuo definito). 

Quando saremo pronti per questo cambiamento?

"L’idea di passare dalla mobilità come prodotto alla mobilità come servizio - continua Massimo Leonardo - rappresenta sicuramente il futuro. Il mercato del mobility as-a-service rimane ad oggi in una fase embrionale, con una fascia di popolazione più sensibile all’innovazione che potrà fare da apripista ad un mercato di massa che tipicamente si muove per ragioni di convenienza economica.

Per raggiungere tale mercato, servirà un’offerta matura ed in grado di rispondere alle esigenze dei consumatori sui temi della prossimità, della semplicità, per favorire una customer experience il più fluida e attrattiva possibile, e della multi-modalità, intesa come possibilità di scelta e accesso a diversi modelli e tipologie di veicolo, ma anche a diverse soluzioni di mobilità privata o condivisa.

La mobilità del futuro sarà quindi sempre più un servizio e sempre meno un prodotto, sarà elettrica e flessibile. Dovrà garantire una esperienza di utilizzo superiore all’utente finale e si affermerà definitivamente con una tecnologia matura e prezzi accessibili al grande pubblico. Per avere successo, dovrà essere accompagnata da nuove competenze e investimenti infrastrutturali. Solo con il realizzarsi di tutto ciò, potremo arrivare ad un nuovo equilibrio e ad una mobilità in definitiva più intelligente".

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