Sabato, 15 Maggio 2021

"Eurodrone", sorveglianza per i cittadini: motori accesi entro la fine dell’anno

Il progetto del velivolo senza pilota potrebbe volare tra pochi mesi nei cieli di Francia, Germania, Spagna e Italia. Polemiche sul costo: circa 3mila euro a volo e 100milioni di euro per lo sviluppo industriale della difesa

Drone militare. Foto Airbus

I costi di volo saranno intorno ai 3mila euro e la Commissione europea ha stanziato la somma di 100milioni di euro nell’ambito del programma Edidp per lo sviluppo industriale della difesa europea: entro la fine dell’anno il progetto dell’Eurodrone dovrebbe essere concluso.

Tra i Paesi partecipanti al programma con Francia, Germania e Spagna c’è anche l’Italia a esprimere la volontà di far attraversare i cieli dal velivolo capace di volare senza pilota, cui stanno lavorando Leonardo, Airbus, Dassault e Indra. Dunque, Bruxelles sta puntando ad aumentare la sua capacità di difesa militare, ma l’eurodrone dovrebbe essere un giorno anche in grado di trasportare armi.

Anche se il programma Eurodrone è stato caratterizzato fin qui da polemiche e critiche, soprattutto incentrate sul costo del progetto, ritenuto esagerato dalla Francia che, più volte, nel corso dei negoziati con la controparte industriale ha minacciato di abbandonare il programma multinazionale. Parigi, in questi mesi, ha esercitato enormi pressioni sul comparto industriale al fine di raggiungere una sostanziale revisione al ribasso dei costi, ritenuti soprattutto non concorrenziali con gli analoghi prodotti statunitensi e israeliani.

I Paesi partecipanti al programma hanno previsto una spesa di circa 7 miliardi di euro per la fase di sviluppo e certificazione del drone e per l’acquisto di 21 sistemi, ognuno su una stazione di controllo a terra e tre aeromobili. Pertanto, i quattro partner stanno concludendo le discussioni relative all’ammontare di questa spesa, per ottenere un deciso risparmio che non dovrebbe superare i 160 milioni di euro a sistema, contro i circa 200 milioni di euro del MQ-9 Reaper, punto di riferimento per aeronautiche ed organi tecnici-politici.

Tuttavia, Parigi ha ordinato nel frattempo altri 4 MQ-9B Reaper, Berlino ha stipulato contratti di leasing con l’israeliana IAI per cinque Heron TP, la Spagna sta introducendo 4 Reaper. In Italia, la sostituzione dei primi MQ-1 Predator è sul tavolo delle decisioni da prendere in tempi brevi, dato che le macchine in questione si avvicinano alla fine della vita operativa.

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