Sabato, 5 Dicembre 2020

Coronavirus, l'appello delle startup del turismo: "L’Italia deve ripartire"

Sweetguest, Altido, Italianway e Wonderful Italy danno lavoro a oltre 1000 persone e nel 2019 hanno generato un giro d’affari di 45 milioni di euro. Adesso chiedono al Governo misure a supporto del comparto turistico

Si occupano di turismo e sono molto di più che startup, oggi lanciano un appello al fine di sensibilizzare il Governo sull'urgenza di misure a supporto e sostegno dell’intero comparto turistico. Sono Sweetguest (impegnata nella gestione di case in locazione per affitti brevi su Airbnb), Altido (specializzata nell'hospitality alternativa con oltre 1700 strutture gestite in Europa), Italianway (dedita agli affiti di case di pregio) a Wonderful Italy (occupati a proporre attività di turismo esperienziale) che a seguito dell’emergenza Coronavirus, chiedono di prevedere misure a sostegno dell’intero comparto turistico. Di seguito l'appello integrale.

"La settimana che abbiamo vissuto è stata un incredibile viaggio di emozioni, individuali e collettive. La confusione iniziale per i primi contagi in Lombardia e a Milano ha poi fatto largo al panico in molti casi, con le immagini di lunghe code alle casse e scaffali vuoti nei supermercati. Da lì, la città di Milano, e con lei il Paese di cui è locomotiva economica da anni, è sembrata bloccarsi. Primi settori fra tutti a esser colpiti da questa ondata di racconto negativo ed emergenziale sono stati, come era naturale aspettarsi, l’ospitalità e la ristorazione. La nostra cucina e la nostra accoglienza, messe alle corde da una comunicazione talvolta sproporzionata e troppo allarmistica.

Come accoglienza extra alberghiera, nelle sue tante forme di modelli di business che si sono create nel corso degli ultimi anni, abbiamo ogni giorno un impatto sulla vita economica, culturale e sociale dei quartieri, delle città e dei territori dove i nostri ospiti dormono, mangiano, visitano e si spostano.

Le aziende che scrivono, in larga parte startup innovative che hanno saputo nel corso del tempo raccogliere la fiducia di investitori e capitali, cosa non scontata nel nostro Paese, danno lavoro a oltre 1000 persone, tra dipendenti diretti e indotto, e arrivano a generare un giro d’affari che nel 2019 ha raggiunto i 45 milioni di euro. Il tutto costruito in meno di cinque anni. 

Chiediamo quindi al Sindaco di Milano, alla Regione e al Governo, soprattutto, di prevedere urgentemente misure a supporto e sostegno dell’intero comparto turistico: un visitatore – per piacere o per lavoro – è un valore culturale, sociale ed economico per il territorio, non solo per il proprietario o gestore delle mura in cui passerà la notte.

L’Italia deve ripartire subito, e unire alle giuste misure precauzionali e di limitazione del contagio, che anche noi seguiamo con attenzione, un’inversione di tendenza rispetto alla comunicazione laddove questa abbia avuto toni eccessivi, mostrando l’ltalia per quello che è: un Paese forte, avanzato e sicuro che fa del turismo e dell’ospitalità l’ossatura della propria immagine nel mondo e di una parte importante della propria economia".
 

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