Venerdì, 14 Maggio 2021

La crescita esponenziale del mercato del gaming e il successo della start-up "Wibo", che porta i quiz a portata di smartphone

In concomitanza del boom del settore dei videogiochi, la startup "Wibo" ha beneficiato di un aumento di capitale da 100mila euro e ha raggiunto in poco tempo diverse migliaia di utenti; attraverso la app il pubblico diventa protagonista del quiz show e interagisce attivamente

Secondo il "Global Games Market Report" della società di analisi di mercato "Newzoo", per la prima volta, nel 2019, i profitti del mercato del gaming sono cresciuti del 9,6% rispetto al 2018. Se il business dei videogiochi ammonta a ben 152 miliardi di dollari, il lockdown ha ulteriormente accelerato il processo di adozione di nuove forme di intrattenimento e ne ha aumentato il consumo.

Questa richiesta degli spettatori è stata il fondamento su cui due ragazzi universitari di Torino hanno costruito "Wibo", una start up innovativa che porta i quiz televisivi sullo smartphone, consentendo a tutti di diventare concorrenti del quiz e vincere un montepremi rispondendo a delle domande in diretta: come in TV, ma su un’app del proprio smartphone e in ogni momento della giornata.

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“L'app inverte il paradigma dell’intrattenimento per cui un’emittente produce il contenuto e l’audience lo subisce in modo passivo: il pubblico diventa protagonista del quiz show e interagisce attivamente”, afferma Tommaso Seita, 22 anni, CEO & cofounder di "Wibo".

Lanciata sugli store Android e iOs a inizio aprile, in pieno lock-down, "Wibo" ha raggiunto in sole due settimane più di 3500 utenti attivi senza svolgere attività di marketing e prevede di raggiungerne 100k entro fine estate. Al momento conta quasi 5 mila giocatori attivi ogni mese, 4000 risposte date alle domande ogni giorno e 38 minuti il tempo medio trascorso da ogni utente in app.

Il team, basato all’I3P, l’incubatore di startup innovative del Politecnico di Torino, è composto da 8 ragazzi con età media di 24 anni e ha chiuso il primo aumento di capitale da 100mila euro. “Sul lungo termine, la vision è rendere l’intrattenimento interattivo, con una piattaforma cross-mediale capace di ospitare numerosi spettacoli interattivi, come talk show, talent e cooking show, presentati da conduttori in diretta streaming, rivolti a target diversificati”, dichiara Alessandro Busso, 21 anni, COO & cofounder di "Wibo".

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Tommaso Seita e Alessandro Busso, founders di "Wibo"

Il primo esempio di show televisivo che "Wibo" vuole rivoluzionare è il quiz show: gli utenti si collegano in live a un certo orario della giornata, rispondono alle 8 domande del quiz e, se rispondono correttamente, vincono il montepremi. Similmente a “Chi vuol essere milionario” ma con la differenza che ogni spettatore è allo stesso tempo anche giocatore del quiz, comodamente seduto sul divano di casa o in metro mentre
torna dall’università.

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