Domenica, 9 Maggio 2021

"Ohoskin", dall'arancia e le pale di fico l’alternativa cruelty-free e sostenibile alla pelle di lusso

Una pelle alternativa e sostenibile prodotta dagli scarti di arance e pale di ficodindia è alla base dell'idea dell'imprenditrice catanese Adriana Santanocito, che dopo "Orange Fiber", dà origine a "Ohoskin", già annoverata tra le 25 startup più promettenti del 2021

Agrume simbolo della Sicilia, esprime il suo potenziale sul piano della sostenibilità, almeno nei progetti di Adriana Santanocito, che dopo Orange Fiber, dà origine a "Ohoskin": se nel primo caso si trattava di fibra tessile, stavolta, i sottoprodotti di lavorazione industriale di arance ma anche pale di ficodindia, si trasformano in pelle di lusso, sostenibile e cruelty free.

L'imprenditrice catanese, che dal 2019 non riveste più un ruolo operativo e amministrativo all’interno di "Orange Fiber", declina ancora i frutti della sua terra sulle corde dell' economia circolare con un'idea di cui verifica presto la fattibilità con il supporto dell’Università degli Studi di Milano e il bando Smart Fashion&Design della regione Lombardia, che si trasforma nel 2020 in un brevetto internazionale. "Ohoskin" è stata annoverata tra le 25 startup più promettenti del 2021 che parteciperanno al programma di accelerazione BioInItaly dall’Innovation Center di Intesa Sanpaolo, Assobiotec e Cluster Spring,

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"L'industria conciaria non solo sacrifica la vita di miliardi di animali ogni anno - racconta Adriana Santanocito, che, studiando Fashion Design a Milano inizia ad approfondire il tema dei materiali sostenibili già nel 2011, quando non era un argomento popolare come oggi - è anche tra le più inquinanti al mondo, rilasciando nelle falde acquifere e nel terreno fino a 130 sostanze chimiche diverse, tra cui cianuro e cromo. Infine, è tra quelle che consumano più energia non rinnovabile e acqua. I suoi effetti sugli ecosistemi sono devastanti. Sentivo di dovere ma soprattutto di poter fare qualcosa. Nasce così "Ohoskin", che dal residuo secco, cio? che resta della trasformazione di arance e cactus nei processi industriali per l'alimentazione e la cosmetica, diventa la nostra materia prima, che è in tutto e per tutto paragonabile, per sensazione tattile e performance, al cuoio animale. Ma, a differenza della pelle tradizionale, ha costi sociali, etici e ambientali nulli, è un lusso che fa bene a tutti: agli animali, all’economia e al pianeta".

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Adriana Santanocito, founder di "Ohoskin"

La produzione di questa pelle alternativa e sostenibile è già partita grazie agli accordi e al supporto di Novartiplast Italia spa, storica azienda lombarda nella produzione di ecopelle e Sicilbiotech, pronta a essere impiegata per brand nei settori dell’automotive, interior design e accessori moda.

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