Pagare in sicurezza con il proprio smartphone: "Satispay", l'app che ha raggiunto un milione di utenti

La piattaforma di mobile payment più adoperata in Italia ha raggiunto un milione di consumatori e oltre 100 mila esercenti iscritti; molti risultati raggiunti dalla giovane impresa, che oggi conta circa 100 dipendenti nel quartier generale di Milano e nelle sedi di Berlino e Lussemburgo, sono stati conseguiti durante il lockdown. Un bilancio dei primi sette anni

Quando sette anni fa i founders di "Satispay" hanno autonomamente lasciato i loro precedenti lavori stabili per dedicarsi completamente alla loro intuizione, far sì che divenisse un progetto e poi una vera e propria attività imprenditoriale, non immaginavano che di lì a qualche tempo, avrebbero raggiunto l’auspicato risultato di (oltre) un milione di utenti attivi sulla loro piattaforma tecnologica. È avvenuto in questi mesi, proprio durante e dopo il lockdown, dimostrando di essere uno strumento utile anche in una situazione di crisi. 

"Satispay" è un metodo alternativo di pagamento, alle carte e ai circuiti tradizionali, che può essere utilizzato da chiunque in possesso di qualsiasi conto corrente bancario e accettato dagli esercenti con qualunque tipo di dispositivo, che sia smartphone, tablet, computer, registratore di cassa o POS. L’app, disponibile per iOS, Android e anche scaricabile da AppGallery (Huawei), permette di pagare nei negozi convenzionati (qualche esempio? Esselunga, Benetton, Grom, MyChef, Kasanova, Motivi, Coop, Pam, Eataly, Naturasì, Tigotà, Boggi Milano, Yamamay, Carpisa, Brico...) avvicinando il telefono al QR code personale dell’esercente o selezionando il negozio dalla lista e digitando l’importo: nessun contatto con banconote o altri terminali.

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Ma l’app non è solo un’alternativa al contante e alle carte di credito, ma anche un network di pagamento digitale gratuito e indipendente, che permette scambio di denaro tra amici, effettuare ricariche telefoniche, pagare i bollettini, i servizi della Pubblica Amministrazione pagoPA e il Bollo auto e moto e persino di risparmiare, accantonando una somma - anche del teorico resto che si riceve - o impostando una cifra messa da parte periodicamente con la frequenza desiderata. 

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Quali sono i punti salienti di questo percorso, che possono essere utili come traccia per tutte le realtà che sognano una simile espansione? “Come prima cosa direi sicuramente trovare anime affini con cui lavorare al progetto - racconta a Today.it Alberto Dalmasso, co-founder e ceo di "Satispay" - dapprima Dario Brignone e poi Samuele Pinta (tutti e tre di Cuneo, nella foto in home, ndr). Poi senz’altro scegliere una struttura societaria come Spa, pur essendo una startup innovativa, così da semplificare la gestione di un numero più elevato di soci e trovare un modo efficiente di gestire i capitali raccolti da più soggetti. Dopo due anni di lavoro sodo, l’idea è divenuta realtà nel 2015, quando abbiamo lanciato il prodotto sul mercato”.

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Alberto Dalmasso, co-founder e ceo di "Satispay"

Dunque, nessuna improvvisazione: il mercato non dona seconde chances e occorre esser efficaci. In poco tempo, "Satispay" diviene il sistema di mobile payment più utilizzato in italia e nel 2016, la catena Esselunga aderisce al servizio: “Sebbene avessimo già circa 10mila esercenti attivi, essere selezionati da un importante punto di riferimento nel retail, ci ha riconosciuto come soluzione di mercato vera e propria, avviando così una crescita nazionale. Ovviamente ogni aumento di capitale è stato poi un momento saliente, a partire dal 2013, quando abbiamo sviluppato una piccola operazione di crowdfunding, si può dire tra conoscenti. Ogni round è sia la dimostrazione del valore del proprio lavoro, sia il momento di settare nuovi obiettivi". "Satispay" ha raccolto fino a oggi finanziamenti per circa 42 milioni di euro grazie a partner e investitori istituzionali, industriali e privati.

“Di momenti importanti se ne sono accumulati molti nell'ultimo periodo - continua Alberto Dalmasso - abbiamo superato i 100 dipendenti nel nostro quartier generale di Milano ma anche nelle nuove sedi di Berlino e Lussemburgo, un milione di consumatori e oltre 100 mila esercenti iscritti, con una recente impennata nel mondo della Gdo. Tutto ciò durante il lockdown, una fase che non dimenticheremo mai in cui abbiamo dovuto reagire alla crisi, facendo squadra e ideando nuove soluzioni: è stato faticoso, ma estremamente gratificante. Abbiamo messo su - ovviamente in smart working - una campagna a favore della Protezione civile in cui abbiamo raccolto più di un milione di euro in venti giorni, un servizio di distribuzione per buoni spesa nel Comune di Milano e altri Comuni per le famiglie in difficoltà e nuove funzionalità per supportare al meglio i nostri esercenti”. Tra queste funzionalità, c’è il nuovo servizio “Consegna e ritiro”, che permette agli esercenti di ricevere gli ordini telefonicamente, richiedere e accettare i pagamenti tramite app, semplificando così le operazioni in sicurezza. 

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Qual è il motivo per cui oggi più di ieri alla cassa è più opportuno tirar fuori il telefonino e avviare la app e il mio wallet digitale invece di contanti o del tradizionale bancomat? “Il primo semplice motivo è che l’esercente lo preferisce alle carte, soprattutto per le spese minime - spiega Alberto Dalmasso - per lui non c’è alcuna commissione sui pagamenti fino a 10 euro di acquisti e per gli importi superiori di 20 centesimi. Per il consumatore, inoltre, si profila un’esperienza variegata e gli è offerta la possibilità di usufruire di sconti e promozioni sotto forma di cashback, ovvero il rimborso immediato di una percentuale della spesa, riaccreditato direttamente sull’applicazione dell’utente”.

Un obiettivo da tempo anelato, è quello dell’internazionalizzazione: che il mercato di riferimento sia potenzialmente ampio lo testimonia la Single Euro Payments Area (SEPA), che prevede l’istituzione di un zona europea in cui è possibile effettuare operazioni di pagamento in euro verso un altro conto, facendo affidamento su sistemi armonizzati che coinvolgono strumenti come bonifici, addebiti diretti e carte di pagamento. “Ciò consente di avere le stesse regole in tutti i Paesi e oggi, che abbiamo raggiunto un livello i cui cresciamo molto velocemente, ha senso provare a internazionalizzare: nel corso della seconda metà dell’anno scorso abbiamo iniziato a irrobustire il team su questo fronte - conclude Dalmasso - da febbraio siamo un'applicazione scaricabile sullo store tedesco e lussemburghese. Questa è una grande sfida che porteremo avanti ma senza rallentare un minimo sull’Italia: siamo appena all’inizio, la strada da fare è ancora enorme”. Forse è proprio questo atteggiamento il punto saliente che ha reso Satispay un caso virtuoso.

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