Domenica, 13 Giugno 2021
la cassetta smart

Rilevano temperatura, umidità e polveri sottili: le nuove cassette di Poste Italiane restano rosse ma diventano smart

Intelligenti e connesse, le nuove cassette di Poste Italiane sono in grado di fornire informazioni, dai principali dati ambientali alle comunicazioni di pubblica utilità; sono inoltre dotate di sensori che rilevano la presenza della corrispondenza all’interno così da consentire l'ottimizzazione della fase di ritiro

Rilevano temperatura, pressione atmosferica e qualità dell’aria, in alcuni casi comunicano messaggi pubblici ai residenti: è l’Internet of things che riconfigura la presenza delle cassette rosse che dal 1961 accolgono la posta e fanno parte del decoro urbano delle città italiane. Un contenitore iconico, che mantiene la caratteristica tinta rosso fuoco ma assume questa nuova connotazione di oggetto digitale e connesso, in grado di registrare e trasmettere dati sull’ambiente e sulle condizioni meteorologiche attraverso speciali sensori e di veicolare comunicazioni di pubblica utilità. Il progetto "Smart Letterbox", come annunciato dall’Amministratore Delegato di Poste Italiane Matteo Del Fante, è utile anche al portalettere, dato che gli comunica quando svuotare la cassetta data la presenza di una o più buste.

Se sono 368 le cassette di impostazione “Smart” già installate, di cui oltre 300 in piccoli Comuni, saranno 11.000 quelle da installare entro il 2022, mentre a breve verranno installate 100 cassette dotate anche di schermo, 47 a Milano, 13 a Torino, 33 a Roma, 7 a Napoli.

L'iniziativa è coerente con i principi Environmental, Social and Governance sull'ambiente, il sociale e il governo di impresa, rispettati dalle aziende socialmente responsabili, che contribuiscono allo sviluppo sostenibile del Paese.

Le "cassette d'impostazione", come venivano chiamate, ne hanno fatta di strada: le prime di cui si ha notizia sono del 1886 quando la Direzione generale delle Poste stipulò un contratto con l'officina Meccanica di Ettore Calzone per produrre 100 cassette mobili che dovevano essere collocate nelle stazioni delle principali linee ferroviarie del Regno d'Italia.

Nel 1906 in Italia c'erano 20530 cassette fisse e 6942 mobili, usate nelle stazioni, sui treni, sui tram, piroscafi e alberghi. Durante la Prima guerra mondiale speciali uffici postali accompagnavano le truppe al fronte con le apposite cassette di impostazione. Dopo il referendum che sancì il passaggio dalla monarchia alla Repubblica, nel 1946, le Poste eliminarono dalle cassette l'emblema del Regno d'Italia.

Tra il 1957 e il 1959 arrivò un nuovo modello pensato per l'esercito di motorizzati delle città per imbucare le lettere senza scendere dal loro mezzo. Dal 1965, invece, la posta viaggiava in apposite cassette agganciate sulle fiancate di tram e bus. Tra il 1961 e il 1965 arrivarono le cassette a due feritoie, così da separare la posta diretta in città da quella diretta altrove. Nel 1967 il presentatore Corrado sbuca da una cassetta della posta in uno spot destinato a far conoscere il Cap agli italiani: per questa campagna Poste coinvolse testimonial come Gianni Boncompagni, Raffaella Carra', Gino Bramieri e Ugo Tognazzi.

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