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Sabato, 25 Maggio 2024
Libri

‘Monogamia’, di Sue Miller

Dall’autrice bestseller Sue Miller, un accattivante romanzo sulla vita di coppia in cui sono protagonisti la bugia, i segreti e il tradimento

L’amore è una cosa seria, questo lo crediamo tutti, ma cosa succede quando vengono meno le certezze sulle quali il sentimento stesso ha costruito, nel tempo, le sue fondamenta? Cosa ci fa vacillare, all’improvviso, mettendo in discussione ogni cosa, anche quello che per noi, fino a poco prima, era sacro e inviolabile?
Quando una cosa del genere accade, a un certo punto, dentro di noi scatta quella molla che ci fa protendere al cambiamento. Cambiare vuol dire, a volte, anche abbandonare quella serietà per cui da sempre ci siamo tanto battuti. E poi, cosa succede? Si cambia davvero per sempre o si può tornare indietro e dare di nuovo valore all’esclusività di un rapporto d’amore? Il romanzo Monogamia di Sue Miller, pubblicato da Fazi Editore, tocca proprio tutti questi temi, attraverso la storia dei suoi protagonisti, Annie e Graham, una bellissima coppia sposata da quasi trent’anni, con alle spalle altri matrimoni, fallimenti e tradimenti, e con due figli adulti: Sarah, che vive a San Francisco, e Lucas, il figlio che Graham ha avuto dalla sua prima moglie Frieda.
A differenza di Graham, un uomo appariscente, curioso, desideroso di compiacere e, soprattutto, molto socievole, che ha deciso di investire tutta la sua vita nei libri, aprendo una libreria, Annie è una persona più riservata e meno espansiva del marito, e ha scelto, forse anche inconsapevolmente, di esprimere tutto il suo mondo interiore, o semplicemente di trovare un modo per dargli sollievo, attraverso la fotografia: «Era la freddezza che l’aveva ferita di più. Ma era anche una cosa che, negli anni, aveva imparato a giustificare a se stessa. La collegava al fatto di essere una fotografa, al distacco richiesto dal suo lavoro, alla necessità di sviluppare uno sguardo che cercasse nelle persone ciò che si poteva usare, ciò che avrebbe reso bene in uno scatto, per quanto nascesse da un momento di dolore, o da quella che avrebbe dovuto essere una gioia privata. Ma il commento della sorella l’aveva portata a interrogarsi: forse non era il suo lavoro a stimolare in lei una certa tendenza al distacco, o addirittura a creare quel senso di distacco; forse era una persona distaccata lei, prima di tutto. Forse era diventata fotografa per trovare un modo di convivere con quella sua qualità. Ricordava che in varie occasioni aveva pensato di aver sposato Graham perché era una persona calda, perché la vita al suo fianco la rendeva più generosa di quanto non fosse davvero, la metteva in relazione con la gente in un modo che le sarebbe risultato impossibile se fosse stata ancora single».
La fine del suo primo matrimonio aveva aperto dentro Annie un varco profondo. Non solo si era chiesta se avesse mai amato Alan, il suo ex marito, ma se fosse mai stata in grado di amare veramente qualcuno. La sensazione di essere priva di amore le aveva fatto pensare che ciò fosse dovuto a un’incapacità, a un vuoto che aveva dentro, che avrebbe potuto colmare, forse, aprendosi al mondo in un modo nuovo e diverso, a dispetto dell’idea di amore che aveva inseguito da sempre, ma senza successo: «Perché no era il modo in cui era arrivata ad affrontare la vita in quel periodo. Il modo in cui era arrivata a interpretarla negli anni successivi alla fine del matrimonio. C’era sempre una cosa nuova da provare, una nuova possibilità. Un uomo, sì. Il sesso, sì. Ma forse anche semplicemente qualcosa di interessante. Qualcosa da guardare. Qualcosa da fare. A volte, però, alla fine di una di quelle relazioni occasionali, la prendeva una sorta di malinconia che le restava addosso per giorni, o anche di più, l’impressione che, a dispetto di quanto si sentisse libera, e di quanto le sembrasse piacevole quella libertà, ci fosse una parte di lei che forse sperava in qualcos’altro. Un legame più profondo. Addirittura, forse, di nuovo la monogamia».
Graham, dopo che Annie era stata single per diverso tempo, in seguito al divorzio, era stato per lei un “perché no” che si era trasformato velocemente in un sì certo: «Per un certo periodo non le venne proprio in mente che il loro rapporto potesse diventare qualcosa di più. Nella sua euforia per quanto andavano lisce le cose, non si accorse dei cambiamenti che avvenivano in lui. E in se stessa. Si immaginava scivolare ancora per il mondo nello stesso modo: sciolta, libera, selvaggia. Perché no?».
Come sempre capita, la vita, a volte, ha la capacità di sorprenderci quando meno ce lo aspettiamo, mentre, altre, riesce anche a deluderci e a stravolgerci i piani, soprattutto quando avevamo finalmente trovato una stabilità o conquistato nuove certezze a cui non avremmo più voluto rinunciare, per niente al mondo. Annie si ritroverà, ancora una volta, da sola, di nuovo faccia a faccia con il suo vuoto e la sua freddezza, ma soprattutto le toccherà fare i conti con gli scheletri nell’armadio di suo marito Graham, ora che lui non è più presente nella sua vita: cosa l’ha spinto a tradirla durante i loro anni di matrimonio, visto che lui l’amava? Perché era successa una cosa del genere, proprio quando lei finalmente aveva trovato un suo equilibrio? Anche se spesso non è possibile dare una vera risposta a determinate domande, quello che però possiamo fare è dare un senso a ciò che ci accade, anche quando la vita sembra non averlo, anche quando l’amore finisce, per un motivo o per un altro, per diventare, così come Annie o Graham, l’uno nella vita dell’altro, delle frecce scoccate esattamente nella direzione che abbiamo deciso di prendere.

Monogamia
Sue Miller
Fazi
ISBN 9791259670533
Pag. 382 - 18,50 €

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