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Venerdì, 14 Giugno 2024
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Non leggiamo, ma si promuove molto. Anche con la biblioteca tra i banchi del mercato

Di iniziative per radicare la sana abitudine di sfogliare un libro, in Italia, ce ne sono a migliaia. Ma funzionano solo per chi è già avvezzo alla lettura

Facciamo di tutto per promuovere la lettura, ma continuiamo a leggere (molto) poco. I numeri parlano chiaro: secondo i dati raccolti dal Pepe Research e rielaborati dal centro studio di Aie, i lettori italiani - nella fascia che va tra i 15 a 75 anni - sono passati dal 65% del 2019 al 59% del 2020, scendendo ulteriormente nel 2021 (56%). Sia beninteso che con 'lettore' si intende una persona che legge almeno un libro all'anno, quindi una miseria.

Quanto (non) si legge in Italia

Secondo i dati Istat, invece, la quota di lettori, in Italia, non va oltre il 40,8% della popolazione con età superiore ai 6 anni (l'anno di riferimento è il 2021). Tra questi, il 44% ha dichiarato di leggere fino a tre libri all'anno, mentre i lettori definiti 'forti', quelli che superano o pareggiano i 12 libri all'anno, sono il 15,3% (poco più del 7% dell'intera popolazione). Secondo le ricerche dell'istituto, il livello di istruzione gioca un ruolo fondamentale per le abitudini di lettura. Leggono libri il 71,5% delle persone laureate (ma dieci anni fa si superava il 75%), poco meno del 50% di chi ha un diploma, e attorno al 26% di chi ha una licenza elementare. Guardando alla provenienza geografica, le regioni del centro-nord sono quelle in cui si legge sicuramente di più: il 48% delle persone ha letto almeno un libro, mentre la percentuale scende drasticamente al Sud (29,5%), con l'eccezione della Sardegna, che si mantiene 'in media', con una percentuale di lettori che sfiora il 45%.

Il quadro è per certi versi drammatico, se lo si confronta con il resto d'Europa, ed è ancora più impietoso a livello globale. Secondo i dati forniti dall'associazione editori italiani, la Svezia è lo Stato europeo dove si legge di più, con il 90% della popolazione che ha letto almeno un libro nell'ultimo anno. Segue la Danimarca, con l'82% di lettori. Nel quadro continentale, l'Italia è nei bassifondi, e precede solo quattro nazioni: Cipro, Romania, Grecia e Portogallo. I nostri vicini della Germania toccano quota 79% di lettori, il Regno Unito l'80% e i Paesi Bassi l'76%. Tutto questo ricordando che legge solo il 40% degli italiani. Estendendo la lente a tutto il mondo, l'India è il Paese dove si legge di più, con una media di 11 ore a settimana trascorse sui libri, seguita da Thailandia, Cina, Egitto e Russia, dove la media sfiora le 8 ore.

In Italia non si legge, eppure di iniziative per invogliare alla lettura ce ne sono, e non poche. Ci sono i grossi festival letterari come il Salone del Libro di Torino, il Pordenonelegge a Pordenone, il Festivaletteratura di Mantova, il Bookcity di Milano. Ma ci sono anche i festival più piccoli, capaci comunque di catalizzare l'attenzione e richiamare i più grandi nomi della letteratura mondiale come Incroci di Civiltà a Venezia (organizzato dall'università Ca' Foscari), Più libri più liberi (fiera della piccola e media editoria a Roma), il Book Pride, fiera dell'editoria indipendente di Genova. Tutti appuntamenti che richiamano migliaia di persone, appassionati e curiosi. Ce ne sono a centinaia di fiere di ogni dimensione lungo lo Stivale, eppure leggiamo poco, nonostante le presenze più che lusinghiere. Sarà che una fiera sulla letteratura richiama - giustamente - lettori già avviati e non i meno abituati a sfogliare le pagine di un libro.

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La biblioteca scende al mercato

Lasciando da parte le manifestazioni con una grossa organizzazione alla base, c'è anche chi nelle piccole realtà si dà da fare per promuovere la lettura tra i propri compaesani. Tra le proposte più curiose c'è quella della biblioteca comunale allestita in piazza a Città di Castello (Perugia) tra i banchi del mercato settimanale. Una sorta di succursale della sede principale, posizionata davanti al municipio, che dopo l'appuntamento di sabato 24 giugno, si ripeterà l'ultimo sabato di luglio e giovedì 24 agosto, in tutti i casi con orario dalle 9 alle 13. Si tratta di un appuntamento collegato al calendario di eventi estivi della città, fortemente voluto dall'amministrazione comunale per avvicinare la cittadinanza al piacere della lettura.

"L'iniziativa - ha commentato l’assessore alla Cultura, Michela Botteghi - rientra in una vasta programmazione che l'ufficio cultura e la biblioteca comunale da qualche anno hanno predisposto per promuovere la lettura con eventi e manifestazioni in grado di raggiungere un numero sempre più elevato di persone. Oggi essere qui in questa splendida piazza, fra la Torre civica, palazzo comunale, la cattedrale con i libri accanto alle bancarelle del mercato settimanale è davvero un segnale straordinario di vita vera con al centro la voglia di leggere, di conoscere".

Book-crossing per i dipendenti comunali

La promozione della lettura sta molto a cuore agli uffici cultura delle amministrazioni comunali, sia a favore dei cittadini, sia a favore della 'forza lavoro'. A Genova, all'interno dello splendido Palazzo Tursi, è nato infatti il primo book-crossing dedicato ai dipendenti del Comune, ma anche a consiglieri comunali, assessori e giornalisti che sono soliti frequentarlo. Lo slogan è chiaro, e descrive a pieno il senso dell'iniziativa: "Prendimi, leggimi e riportami". Una prima selezione di libri è stata curata dall’assessorato al Personale e dall'ufficio Benessere organizzativo, e adesso ci si aspetta tanti altri volumi da posizionare nella prima "casetta" di book-crossing, a cui presto si aggiungeranno quelle al Matitone e ai Servizi Civici.

Per l'assessore al Personale, Marta Brusoni, si tratta di una iniziativa che mira a creare "un nuovo piccolo angolo di incontro e scambio libero e gratuito di libri" per consentire "la più larga partecipazione alla pratica della lettura, aumentare i lettori ed i luoghi della lettura, e condividere pensieri ed esperienze anche all’interno di questa grande famiglia lavorativa che è il Comune di Genova. Il progetto di book-crossing mira ad innescare anche la partecipazione attiva dei dipendenti nella costituzione dell’inventario dei libri da scambiare".

L'idea di Sangiuliano

E a promuovere la lettura, ci sta pensando anche il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. Nel corso della presentazione dell'iniziativa #ioleggoperché dell'Aie, il 'capo' del Collegio Romano ha espresso l'intenzione di regalare un libro a ogni nuovo nato, perché l'abitudine a leggere "va consolidata quanto più possibile lungo l’intero percorso formativo dei cittadini di domani, ma deve partire dalla famiglia". Libro che il nuovo nato, ovviamente, "leggerà poi quando avrà imparato a farlo, per riportare il maggior numero di persone al gesto più rivoluzionario che si possa pensare in un’epoca iper connessa come la nostra: dedicare un tempo esclusivo alla lettura".
 

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