rotate-mobile
Giovedì, 13 Giugno 2024
James Ellroy

Il re del noir americano: "Faccio a pezzi i morti, perché non possono portarmi in tribunale"

La vena sarcastica di James Ellroy e il suo essere scorretto hanno deliziato il pubblico al Salone del libro di Torino

Scorretto, inopportuno, teatrale, senza peli sulla lingua. Semplicemente James Ellroy. Il re del noir americano non è un soggetto che ama passare inosservato, e ha dimostrato questa sua particolare inclinazione anche a Torino, ospite del Salone internazionale del libro, dove ha presentato il suo ultimo romanzo, Gli incantatori.

Ellroy: "Sono autore di 24 capolavori"

Bastano le sue prime parole al nutrito pubblico in sala per avere un ritratto piuttosto preciso del personaggio Ellroy. "Sono James Ellroy - ha detto rivolgendosi ai presenti -, il cane della morte, con il pene del maiale, il gufo pazzo con il rantolo dell'amore, il trucco perfetto. Sono l'autore di 24 libri, tutti capolavori che precedono e impallidiscono di fronte al mio ultimo libro, il mio massimo capolavoro. Io vi lancio un incantesimo, non siete il pubblico di nessuno, se non il mio". Sopra le righe, per usare un eufemismo.

La scena è poi tutta de Gli incantatori, quando il suo autore decide di leggere il primo capitolo per intero. L'ultimo romanzo di Ellroy prende piede da una notte afosa, quella in cui Marilyn Monroe muore di overdose e di solitudine. Lo stesso giorno la polizia libera una starlette che era stata rapita. Tra le due storie c’è un collegamento, o almeno è quanto pensa Freddy Otash, un detective corrotto, con la passione per le droghe, maestro del ricatto. Ha spiato Marilyn per conto di Jimmy Hoffa, il discusso capo del sindacato dei camionisti, e adesso dalla polizia lo incaricano di indagare sulla sua morte.

Il protagonista è Freddy Otash, celebre investigatore privato delle star di Hollywood. Morto da diversi anni, "come lo sono tutti i personaggi nei miei romanzi", ha spiegato Ellroy, che ama recuperare figure a loro modo iconiche dal passato, cambiandone soprattutto i tratti caratteriali. "Il mio obiettivo è fare a pezzi le persone morte, perché non possono portarmi in tribunale. Tutti abbiamo dei segreti, io invento i segreti per i miei personaggi". Il vero Freddie, infatti, "era grezzo, avido, misantropo all'estremo, se la tirava, era corrotto - ha precisato il romanziere -. In questo libro gli do un'intelligenza di un certo livello, un certo umorismo, una grande fame emotiva e gli regalo il desiderio spirituale profondo di lasciare andare la sua vita di peccato".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Il re del noir americano: "Faccio a pezzi i morti, perché non possono portarmi in tribunale"

Today è in caricamento