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Martedì, 31 Gennaio 2023
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La salsiccia rossa di Castelpoto: la ricetta

Una salsiccia rosso piccante stagionata da secoli in un paesino del beneventano. Moribida, gustosa e soprattutto ottima da cuocere alla brace

Ha un colore rosso fuoco ma non per questo è piccante. Dipende dalle preparazioni. A volte al gusto può risultare anche dolce nonostante l’odore intenso del peperoncino. Che però deve essere rigorosamente locale, altrimenti non chiamatela salsiccia di Castelpoto, uno degli insaccati più buoni e allo stesso tempo più antichi d’Italia.

E antica questa salsiccia lo è per davvero, almeno quanto la fondazione del borgo medioevale che, appollaiato su un colle a 300 metri di altezza, guarda tutta la valle del Calore compresi i monti Taburno e Camposauro. Un paesino immerso quindi in un parco naturale, rimasto isolato per secoli è vero, ma proprio per questo capace di conservare le sue più che millenarie tradizioni gastronomiche.

La lavorazione della salsiccia rossa è laboriosa. I tagli suini scelti (spalla, coscia, filetto e lonza), mondati da nervature e grasso, vengono prima macinati in modo grossolano e poi mischiati con polvere di paupali. Così vengono chiamati in dialetto i peperoncini autoctoni di Castelpoto.

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