Mercoledì, 27 Ottobre 2021
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Che fine hanno fatto i ragazzi prodigio del cinema e della tv?

Portati rapidamente al successo per poi essere lasciati fuori dai riflettori una volta passata la moda, tanti piccoli attori di Hollywood si sono persi per strada mentre altri sono riusciti a restare nello showbusiness

Hollywood è la fabbrica dei sogni ma anche di molti incubi, da cui tanti piccoli divi non sono mai riusciti a svegliarsi. Molti sono riusciti a rimanere nello showbusiness, altri si sono costruiti delle carriere di successo fuori dallo spettacolo (la bambina prodigio per eccellenza, Shirley Temple, è diventata una brillante diplomatica). Ma di anno in anno si allunga l'elenco di quello che non ce l'hanno fatta. 

MACAULAY CULKIN - Macaulay Culkin, il bambino di "Mamma ho perso l'aereo", si mantiene ancora in bilico: combatte con la tossicodipendenza, ha fatto causa ai genitori che avevano dilapidato il suo patrimonio miliardario, e non ha più girato un film di successo dal 1994.

LA MALEDIZIONE DI "STAND BY ME" - Film cult degli anni Ottanta, tratto da un racconto di Stephen King, il film racconta la storia di quattro ragazzini nel 1959 che scoprono durante una gita il cadavere di un loro coetaneo. Il film lanciò River Phoenix, all'epoca sedicenne, affiancato da Corey Feldman, già star de "I Goonies" e della sitcom "The Two Coryes". Phoenix (un'infanzia tormentata nella setta dei Bambini di Dio, dove pare subì molestie) sembrava destinato a una folgorante carriera nello show business ma morì per un'overdose di eroina e cocaina la notte del 30 ottobre 1993, sul marciapiedi di fronte al Viper Room di Los Angeles, il locale di proprietà dell'amico Johnny Depp. Con lui c'era il fratello Joaquin, che cercò disperatamente aiuto dai passanti mentre River era in preda alle convulsioni. Feldman si trovava anche lui al Viper Room, quella sera. Anche per lui l'altra faccia del successo fu l'abuso di droga, mentre la sua carriera si perdeva in un rivolo di film di serie B.

IL DRAMMA DIETRO LE RISATE: "IL MIO AMICO ARNOLD" - Serie cult degli anni Ottanta, il telefilm viene ricordato oltre che per il tormentone "Che cavolo dici, Willis", anche per la triste sorte che toccò ai suoi tre protagonisti. La star Gary Coleman, affetto da disfunzioni renali e con problemi di crescita, citò in giudizio i genitori che amministravano il suo patrimonio personale. Nel 2003 si candidò a governatore della California sfidando Arnold Schwarzenegger (arrivando ottavo su 135 candidati). Arrestato più volte per comportamenti violenti, è morto nel 2010, in seguito a un incidente nella sua casa di Salt Lake City. Todd Bridges, che interpretava suo fratello Willis, finì nel gorgo della droga ma oggi si dichiara riabilitato e pronto a tornare al lavoro. Ma la più sfortunata è stata la povera Dana Plato, interprete di Kimberly Drummond. Dopo l'addio alla serie tv, passò dalle pagine di Playboy a film soft-core. Nel 1991 fu arrestata per rapina a mano armata in un negozio di video a Las Vegas e nel 1999 fu trovata morta per un overdose di farmaci in una roulotte. Nel 2010 suo figlio Tyle Lambert si è suicidato con un colpo di fucile alla testa. 

LITTLE GIRLS LOST - Anissa Jones divenne una star a soli 8 anni quando interpretò la tenera Buffy nel telefilm "Tre nipoti e un maggiordomo". Quando la serie finì nel 1971, Alissa partecipò ai provini per "L'esorcista" e "Taxi Driver" (il film che lanciò la carriera "adulta" di Jodie Foster) e nel 1976 morì di overdose. Stessa sorte ebbe anche il fratello Paul Jones nel 1984. Heather O'Rourke fu scoperta nel 1980 da Steven Spielberg che le affidò il ruolo della bambina bionda di "Poltergeist" (1983) e nel suo seguito, uscito nel 1986. L'anno dopo le venne diagnosticato il morbo di Chron e morì nel 1988, dopo aver girato "Poltergeist III". Nel 1988, Judith Barsi, piccola interprete de "Lo squalo 4", fu uccisa a soli dieci anni con un colpo di pistola dal padre, che poi sparò anche alla moglie e si suicidò dando fuoco alla casa in cui risiedevano. 

Piccole bambine prodigio: ieri e oggi

RAGAZZI PERDUTI - Brad Renfro esordì al cinema ne "Il Cliente", a fianco di due mostri sacri come Susan Sarandon e Tommy Lee Jones. Nel 1996, Brad Pitt lo definì il suo erede naturale, dopo aver recitato con lui in "Sleepers" e nel 1998 recitò alla pari con Ian McKellen ne "L'allievo" di Bryan Singer. Poi sparì lentamente dalle scene, recitando in altri film di scarso successo fino a quando fu arrestato nel 2005 per possesso di eroina (con tanto di foto in manette sbattuta sulle prime pagine dei tabloid). Nel 2008 fu trovato morto nel suo appartamento di Los Angeles, stroncato da eroina e morfina. Corey Haim, amico e collega di Corey Feldman, fu popolarissimo negli anni Ottanta ma nel decennio successivo sparì dagli schermi, anche lui con frequenti problemi di droga. È morto nel 2010, a 38 anni, per una polmonite. 

Piccoli bambini prodigio: ieri e oggi

I SOPRAVVISSUTI - Jodie Foster è passata dai film della Disney alla violenza di "Taxi Driver" di Martin Scorsese, continuando a studiare e laureandosi in letteratura inglese a Yale. Nel 1981, uno squilibrato sparò al presidente americano Reagan, per attirare l'attenzione dell'attrice di cui era follemente innamorato. Vincitrice di due premi Oscar come miglior attrice, nel 1991 ha debuttato alla regia con "Il mio piccolo genio", storia di una madre alla prese con un figlio dal talento straordinario. Leonardo di Caprio ha mosso i primi passi nella serie tv "Genitori in Blue Jeans", diventando adulto seguendo la scia di "bello e maledetto" lasciata da River Phoenix, fino al successo planetario con "Titanic". Drew Barrymore, lanciata da Steven Spielberg con "E.T.", discende dalla famiglia nobile del teatro e dello showbusiness americano, dalla quale ha ereditato il talento e l'inclinazione alle droghe e all'alcool. Christian Bale fu scelto da Spielberg per interpretare il bambino protagonista del kolossal "L'impero del sole" nel 1987, per poi farsi dirigere da Kenneth Branagh in "Enrico V" e continuare la carriera fino a diventare uno degli attori di punta dei nostri giorni. 

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