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Martedì, 30 Novembre 2021
Spettacoli&Tv

"I parenti del piccolo Loris pagati per andare dalla D'Urso": la denuncia della Sciarelli

La giornalista attacca la tv del dolore e punta il dito contro "Domenica Live", che secondo alcune intercettazioni raccolte dalla polizia di Ragusa avrebbe pagato la mamma di Veronica Panarello a altri componenti della famiglia per rilasciare interviste

Un altro duro attacco nei confronti di Barbara D'Urso e "Domenica Live". Dopo la denuncia di Iacopino, presidente dell'Ordine dei Giornalisti, che intimò alla conduttrice di fermarsi con le sue interviste a parenti e persone vicine a vittime di efferati omicidi, a scagliarsi contro la cosiddetta "tv del dolore" adesso è Federica Sciarelli.

Durante l'ultima puntata di "Chi l'ha visto", la giornalista ha fatto luce su alcune intercettazioni raccolte dalla polizia di Ragusa durante le indagini dell'omicidio del piccolo Loris. Da queste intercettazioni è emerso che i parenti di Veronica Panarello, mamma di Loris, in carcere perché ritenuta colpevole dell'omicidio del bambino, avrebbero partecipato a trasmissioni televisive, tra cui "Domenica Live", in cambio di soldi. In una intercettazione, l'avvocato della Panarello chiede espressamente alla signora Carmela, nonna di Loris, di non parlare più male della figlia e di tornare in tv per difenderla (poche settimane dopo era dalla D'Urso).

"Noi diciamo sempre che non paghiamo - ha detto indignata la Sciarelli - Vi dico quello che abbiamo letto in queste carte: ci sono alcuni familiari che escono dallo studio televisivo di turno con un assegno in tasca e la cosa più terribile è che di Loris non si parla. Quando si paga la testimonianza diventa falsata. Non bisogna mai pagare". Un fatto gravissimo anche secondo l'avvocato di Davide Stival, papà di Loris, presente in studio. Secondo il legale, infatti, le interviste concordate in cambio di soldi depisterebbero le indagini, manipolando l'opinione pubblica.

"Voglio dire una cosa ai telespettatori - ha concluso Federica Sciarelli - Noi giornalisti abbiamo un codice deontologico. Non tutti lo sanno, ma i giornalisti non possono fare la pubblicità perché sarebbe come sfruttare la propria immagine, pena la radiazione dall'albo. Quindi quando vedete qualcuno che fa le pubblicità, quello non è un giornalista. Iacopino aveva fatto una denuncia ma non è successo nulla. Questi signori hanno preso i soldi e a noi questa situazione non piace per niente". 

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