Martedì, 15 Giugno 2021
parla il re della tv

Pippo Baudo: "Se avessi condotto il concertone avrei spento le telecamere su Fedez" (e boccia il Ddl Zan)

Il conduttore prende una posizione netta sulla polemica nata dopo il discorso del rapper al concerto del Primo Maggio

Pippo Baudo, foto @Ansa

Si è preso qualche giorno per pensarci bene, aspettando si spegnesse l'infuocata polemica per poi ributtare benzina sul fuoco. Sul caso Fedez al concerto del Primo Maggio, Pippo Baudo è categorico: "Se avessi condotto io il concertone avrei spento le telecamere a Fedez durante il suo discorso. Per querelarlo è troppo tardi, equivarrebbe solo fargli il doppio della pubblicità". 

Il conduttore ha le idee chiare sulla vicenda e difende a spada tratta la 'sua' Rai: "Ha esagerato. Poteva fare spettacolo, mentre fa ogni cosa per essere protagonista - ha detto ancora - E ha sbagliato a fare quel discorso in una sede che non era sua". Secondo Baudo l'unico errore commesso dalla Rai "è stato quello di non dire semplicemente che quel palcoscenico era il suo e a lei competeva l'autorizzazione". Dunque, chiedere il testo prima del concerto, per Pippo Baudo, non ha niente a che fare con la censura: "E' stato senza dubbio corretto. Se tu vieni a casa mia e io ti ricevo nel mio salotto, voglio sapere cosa ci vieni a fare. E poi gli argomenti che Fedez ha toccato sono complicati e non si può utilizzare il mezzo pubblico in maniera così indiscriminata. Bisogna stare attenti perché si ripercuote sulla società in modo divisivo".

Pippo Baudo sul Ddl Zan: "Quanto si prefigge è già previsto dalla nostra Costituzione"

Entrando poi nel merito del discorso di Fedez - e più in generale della battaglia mossa dalla comunità Lgbt e appoggiata da tanti artisti e personaggi del mondo dello spettacolo - per sollecitare l'approvazione in Senato del Ddl Zan, Baudo ha dichiarato: "Quanto si prefigge il Ddl Zan è già previsto dalla nostra Costituzione nei primi 12 articoli, quelli fondamentali. Lì si legge chiaramente - ha illustrato - al primo comma dell'articolo 3, che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, oltre che di condizioni personali e sociali. Il Ddl Zan è un raddoppio". Insomma, il conduttore boccia la legge su cui tanto si sta discutendo: "Abbiamo fra le più belle carte costituzionali del mondo, è inutile aggiungere un'altra legge che confonde le cose. La nostra Costituzione è perfetta ed è garantista al massimo. Il Ddl Zan è la complicazione delle cose semplici - ha concluso il conduttore - La vita che facciamo e, in particolare, la vita che conduciamo in Italia, ci ha dato tutte le marce che ci servono per vivere tutti insieme con tutte le diversità e le mentalità che si possono avere".

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