rotate-mobile
Sabato, 4 Dicembre 2021
Spettacoli&Tv

Blockbuster chiude gli ultimi negozi rimasti in America

Serrande abbassate per i 300 punti vendita ancora attivi negli Stati Uniti. La sfida per il futuro è lo streaming on demand

L’insegna blu con la scritta gialla era già sparita da tempo dal panorama delle strade italiane. Da noi Blockbuster ha chiuso i battenti lo scorso anno, sintomo della crisi del settore del videonoleggio.

Quando aprì, nel 1994, la catena americana era leader nel settore dell’home video. Erano i tempi delle vhs, la tessera costava 10.000 lire e nei loro negozi potevi anche affittare un videoregistratore e comprare i popcorn da guardare davanti alla tv.

Nei suoi anni d’oro, prima del Duemila, Blockbuster contava 7200 punti vendita in 25 Paesi del mondo. Negli anni le cose sono cambiate, è arrivato internet e il digitale e il colpo di grazia c’è stato con la diffusione capillare del file sharing e del download illegale.

Blockbuster ha chiuso le sue filiali sparsi in mezzo mondo e ora, dopo aver dichiarato bancarotta nel 2010, ha annunciato di voler chiudere gli ultimi 300 negozi rimasti aperti negli Stati Uniti.

La conferma è arrivata con un comunicato stampa di DISH Network, l’azienda che ha acquistato Blockbuster nel 2011 a un’asta fallimentare per poi riconvertila verso la distribuzione digitale.

Non è una decisione facile – ha spiegato Joseph Clayton, Ceo di Dish Network – ma la domanda dei consumatori si sta chiaramente spostando verso la distribuzione digitale dell’intrattenimento video”.

Il marchio Blockbuster continuerà a vivere, assicura Clayton, puntando sul servizio in streaming on demand ma è chiaro che, con la definitiva chiusura degli ultimi negozi, se ne va un pezzo di storia del costume della società contemporanea. 

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Blockbuster chiude gli ultimi negozi rimasti in America

Today è in caricamento