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Lunedì, 6 Dicembre 2021
L'intervista

L'incidente a Alec Baldwin, così si può morire per armi caricate a salve

Lo stuntman italiano Rocco Maria Franco a Today spiega perché incidenti del genere in Italia sia più difficile che accadano

Dietro l'incidente che ha causato la morte della direttrice della fotografia Halyna Hutchins e il ferimento del regista Joel Souza sul set del film western 'Rust' al Bonanza Creek Ranch di Santa Fe, in New Mexico, per un colpo sparato dall'attore e produttore del film Alec Baldwin, potrebbe esserci il malfunzionamento di una pistola di scena, caricata a salve.

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Incidenti come quello accaduto sul set di 'Rust' sono estremamente rari, ma non inediti. Le armi da fuoco vere sono spesso utilizzate nelle riprese e sono caricate con cartucce a salve che creano un lampo e un botto senza che parta alcun proiettile. Ma a volte qualcosa può andare storto.

Un incidente che non può succedere in Italia

Ma come può una arma a salve uccidere una persona? Abbiamo sentito lo stuntman italiano Rocco Maria Franco che ci ha spiegato come una scena con armi da fuoco nasconda sempre dei rischi. "È possibile che dei corpi estranei siano rimasti nella canna dell'arma da fuoco ed espulsi a grande velocità possano aver colpito i due membri della troupe. "

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"Ma spieghiamo meglio. Esistono due tipi di armi di scena: dei simulacri ad aria compressa che riproducono la meccanica dell’arma ma non esplodono nessun colpo tramite l’utilizzo di polvere da sparo, possono essere utilizzate anche per sparare a distanza molto ravvicinata (a bruciapelo). Richiedono un intervento in post produzione per riprodurre la fiammata tipica di un normale colpo (con costi annessi) ne possiamo vedere l’utilizzo in film come John Wick".

"Poi ci sono le armi vere ma caricate a salve, cioè con una cartuccia priva di proiettile, ma con la vera carica esplosiva (polvere da sparo) che, se maneggiate correttamente e con tutte le attenzioni del caso, non dovrebbero nuocere. Ma è bene ricordare come anche una arma a salve possa essere pericolosa e vada sempre utilizzata ad una distanza adeguata senza puntare direttamente verso una persona, anche utilizzando dei trucchi di prospettiva: un fucile o una pistola di grosso calibro possono generare tanta forza dall'esplosione del colpo che la sola onda d'urto è così potente da far esplodere un arancio". 

Ma non è il primo incidente del caso.

"Esatto, il caso di Baldwin ricorda terribilmente quanto successo sulla scena del Corvo con l'incidente che fu fatale a Brandon Lee. Ancora possiamo solo fare ipotesi perché non sono stati resi noti i dettagli dell'incidente di oggi ma è possibile che nella canna dell'arma da fuoco possa essere rimasto un corpo estraneo, anche un residuo di una precedente cartuccia a salve. Può essere stata negligenza nella preparazione e gestone dell'arma o semplicemente un tragico incidente". 

È successo, può succedere ancora anche in Italia? O ci sono regolamentazioni diverse?

"Nelle produzioni cinematografiche che vengono realizzate nel nostro Paese si devono rispettare altissimi parametri di sicurezza, dall'armiere che deve essere presente sul set (come in America tra l’altro), a una vite di sicurezza che, presente nelle armi di scena, impedisce che si corrano gravi rischi imputabili alla fuoriuscita di grossi corpi estranei dalla canna". 

Ma i set sono posti pericolosi?

"Quando sono rispettate tutte le norme di sicurezza i set cinematografici sono posti più sicuri delle autostrade. Ovviamente non si possono chiamare gli amici degli amici per contenere i costi. È uno dei motivi per cui ci sono professionisti del settore che abbattono i rischi connessi alle azioni anche più estreme."

L'incidente a Brandon Lee

Uno dei precedenti che più ricordano quanto accaduto risale al 1993 a Brandon Lee, il figlio di 28 anni della defunta star delle arti marziali Bruce Lee, morto sul set dopo essere stato accidentalmente colpito da un copo di pistola di scena durante le riprese di una scena mortale nel film 'Il corvo'. Successivamente è stato appurato che purtroppo la pistola utilizzata aveva un bossolo che era rimasto nella canna e che nell'esplosione di una nuova carica a salve, la vecchia cartuccia era stata sparata fuori ed aveva ucciso l'attore.

Secondo i produttori l'incidente avvenne per una serie di sfortunati eventi scaturiti dalla negligenza dei membri del personale che, avendo bisogno di proiettili inerti per una scena di un primo piano del caricatore, li costruirono togliendo innesco e polvere da sparo da veri proiettili invece di comprarli già pronti. Per errore uno dei proiettili non venne però privato dell'innesco e il revolver venne lasciato carico anche dopo la scena. Quando il grilletto della pistola fu successivamente premuto, l'innesco rimasto ebbe abbastanza forza da spingere comunque l'ogiva fino a metà canna, inceppando l'arma. Al momento della scena fatale, la pistola venne caricata con proiettili a salve (munizioni fornite di polvere da sparo ma prive di ogiva, in modo da emettere il suono dello sparo senza però che avvenga effettivamente lo sparo) ma quando venne esploso il colpo, l'ogiva precedentemente incastrata nella canna venne sparata allo stomaco di Brandon.

Brandon Lee in una foto di scena de 'Il corvo'-2

Lee morì più tardi al New Hanover Regional Medical Center di Wilmington (Carolina del Nord), dopo una lunga e vana operazione per rianimarlo, in cui venne rinvenuta l'ogiva. Le sue eredi, la madre Linda, la sorella Shannon e la fidanzata Elizah, fermarono le indagini ritirando la denuncia e accettando la spiegazione dell'incidente fornita dalla produzione in cambio di un risarcimento in milioni di dollari, firmando un accordo extragiudiziale che suscitò il rimprovero da parte del coroner che svolgeva l'inchiesta, giacché almeno sette persone stavano per andare a processo per omicidio colposo e invece in questo modo non ci fu luogo a procedere.

Dopo aver appresso dell'incidente sul set di 'Rust', la sorella di Brandon Lee, Shannon, ha twittato: "I nostri cuori sono con la famiglia di Halyna Hutchins e Joel Souza e con tutte le persone coinvolte nell'incidente di Rust. Nessuno dovrebbe mai essere ucciso da una pistola in un film".

Gli altri set mortali

Parlando di incidenti causati da armi da fuoco sul set nell’ottobre 1984, durante una pausa sul set, l’attore Jon-Erik Hexum perse la vita scherzando sulla complicata giornata di riprese sul set della serie Cover Up. Caricò a salve una 44 Magnum, puntandosela alla testa per gioco e premendo il grilletto. Dalla pistola però uscirono alcuni frammenti che gli si conficcarono nel cervello. Hexum venne trasportato d’urgenza in ospedale e sottoposto a un’operazione disperata. Si spense dopo sei giorni di coma.

Non solo armi da fuoco: un degli incidenti più celebri accadde durante le riprese del film del 1983 "Ai confini della realtà" quando l’attore Vic Morrow, e due baby star My-Ca Dinh Le e Renee Shin-Yi Chen, di 7 e 6 anni, morirono quando l'elicottero su cui erano a bordo si schiantò contro un albero a causa di un susseguirsi di esplosioni pirotecniche.

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